Cosa vedere a New York in poche ore: il mio ritorno in città

Cosa vedere a New York in tre giorni e come farvi conquistare dalla Grande Mela in poco tempo, fra musei, parchi, quartieri pieni di fascino e rooftop bar.

Sono tornata a New York. Per la terza volta ho preso un volo per la Mela, dopo averci vissuto per qualche tempo nel 2012. Sono a Miami per un mese, ma non c’è molto da vedere in città, a parte spendere qualche ora a Wynwood, South Beach e Lincoln Road. Così ho dato un’occhiata ai voli per New York e prenotato il mio posto finestrino da cui poter scrutare i profili della Città che non dorme mai e vivere un weekend lungo fra Brooklyn e Manhattan.

Da Miami si impiegano circa 3 ore per arrivare a New York e con i voli nazionali si può atterrare all’Aeroporto La Guardia, invece che al JFK, così da ridurre i tempi di attesa e ritrovarsi in pochi minuti nel centro di Manhattan. Magari con un Uber, anziché col taxi, così da risparmiare anche fino alla metà del prezzo di una tratta Aeroporto-Hotel (con Uber pool abbiamo speso 33 dollari da La Guardia a Times Square).

Ho volato per la prima volta con Delta e la mia esperienza con questa compagnia aerea non è stata un granché. Impossibile scegliere gratuitamente i posti a sedere al momento del check-in online, impossibile farlo al momento del check-in in aeroporto, e anche arrivati al gate, il personale abbastanza scortese ve li assegna in modo casuale, facedovi rinnegare quella volta che avete augurato malasorte agli operatori di Ryanair. Viva viva le compagnie low cost europee.

Detto questo, ho portato con me solo un piccolo bagaglio a mano con un paio di tacchi, makeup e vestiti leggerissimi, da stroppicciare e farli stare in valigia assieme alla mia vecchia guida di viaggio. Ho soggiornato due notti al bellissimo Hotel The Time e speso il tempo come avrei voluto, non avendo la fretta di dover vedere tutto in poco tempo e conoscendo la città abbastanza bene, da saperla girare senza difficoltà.

Qui ho raccolto i racconti di questo weekend, le emozioni nel ritornare a quella che per un po’ è stata casa e le foto bellissime scattate in giro, tra grattacieli e parchi sconfinati.


Sveglia alle 5 di mattina per prendere il primo volo diretto in partenza per New York. Arrivo alle ore 10:15, Uber pool fino a Manhattan, check-in in Hotel e passeggiata fino a Columbus Circle per un salto da Whole Foods e arrangiare in fretta un pic-nic a Central Park.

VENERDĺ

Ore 10:45 Ceck-in al The Time Hotel

Ore 12:00 spesa da Whole Foods e pic-nic a Central Park

Entrando da Columbus Circle, i posti assolutamente da vedere a Central Park sono in ordine: Sheep meadows (giardino sconfinato perfetto per mangiare qualcosa sul prato); Strawberry Fields (con il mosaico con ala scritta ‘’Imagine’’ dedicato a John Lennon); The Lake (dove affittare una barchetta per godervi lo spettacolo del parco dall’acqua); Bethesda Terrace (ve la ricordate per averla vista in Mamma ho riperso l’Aereo, dite la verità); Jacqueline Kennedy Onassis Reservoir. All’interno del parco ci sono anche fontane, cascate nascoste, castelli, campi da baseball, statue di scrittori e una statua di Alice nel Paese delle Meraviglie dove farsi fotografare in pose buffe. Ci spenderete ore e magari vorrete affittare una bici per visitarlo tutto. Central Park è forse il luogo in cima alla lista di tutti quelli da vedere a New York!

Ore 16:00 Guggenheim

Ho passato a Central Park un pomeriggio bellissimo e poi ho deciso di fare tappa al Museum Mile, il viale che affianca Central Park e che è così chiamato peché musei bellissimi come il Guggenheim e il MET si trovano qui. Se proprio dovete sceglierne uno, visitate il MET (anche se è enorme). Del Guggenheim è molto più bella la struttura, opera di Frank Lloyd Wright, che le collezioni. Io questa volta li ho saltati entrambi, ho preferito una passeggiata e un cocktail ghiacciato in uno dei bellissimi café affacciati sulla 4th street, tra boutique di designer internazionali e negozi di gioielleria vintage.

Ore 18:30 Museo Moma

Alle 18:30, ritornando dall’Upper East Side verso Manhattan, ho fatto un salto al MoMa. Il venerdì pomeriggio il Museo di Arte Moderna di New York è aperto a tutti gratuitamente. Sono arrivata pensando la fila di turisti all’ingresso si fosse già esaurita, ma mi sbagliavo. Ho risparmiato 25 dollari per entrare, ma per girare le sale e godermi la visita non è stata semplice. Se siete a New York per la prima volta e volete visitare uno dei più bei musei del mondo, pagate la quota e assicuratevi un po’ di giusta initmità, senza spintoni e gomitate. Altro suggerimento: non perdetevi lo shop. Magneti e libri e tantissimi altri gadget saranno perfetti come souvenir.

Ore 19:30 Top of the Rock

L’ora del tramonto è il momento migliore per godersi New York dall’alto. Con 32 dollari raggiungete la cima del Rockefeller Center e potete aspettare la sera, ammirando una delle più belle e fotografate vedute panoramiche del mondo. Quando sono arrivata io c’era una coppia di sposi alle prese con il loro book fotografico. Mi è sembrato giusto scattare in quel momento, visto che erano in posa.

Ore 21:00 Hot Dog e New York by night

La prima sera a New York l’ho passata a cercare un ristorante di cui ricordavo il nome, ma di cui non c’è proprio traccia su Google. Un giapponese con dei noodles succulenti e sushi freschissimo, che non sono riuscita a trovare. Così ho ripiegato su un semplice hot dog, uno di quelli presi dai carretti sulla 5th avenue e che mandi giù un po’ a fatica per via del pane non proprio friabile. Tant’è, di lasciare la strada e le mille luci della città non mi andava, così sono finita a vagare per le strade polverose e sfavillanti di Midtown, fino a che le gambe non ce l’hanno più fatta e sono rientrata in hotel. Doccia calda, lenzuola candide, TV accesa per tenermi compagnia e la vista su Manhattan dalla grande finestra della mia stanza ad abbracciarmi stretta.

SABATO

11:00 Brooklyn: Fort Greene Food market e Flea market

Il sabato più bello è quello speso a Brooklyn, un quartiere che mi piace ed è sempre piaciuto tantissimo e che custodisce intatta l’anima di New York, quella che a Manhattan è solo un brutto fantasma. Svegliatevi tardi, raggiungete Brooklyn con la metro C e godetevi un brunch con uova, avocado toast, succo d’arancia e baguette con burro e marmellata, in uno dei café che troverete lungo la strada, quando vi avvierete verso Fort Greene, per una visita al mercato della frutta e verdura e al Flea Market di abbigliamento vintage – second hand tra i più famosi del mondo. Il Mercato non è grandissimo, ma ci sono tantissimi fornitori di vestiti e riviste e gioielli d’epoca, ma anche stand di giovani designer locali e chioschi con cibo da strada da leccarsi le dita, dalla pizza croccante, fino al gelato artigianale. Dopo aver comprato un set gonna/top bianco latte con strisce sul fianco anni ’70 (che assomiglia più a una vecchia divisa da tennis di una anziana zitella, che a uno dei quei improbabili outfit che Sarah Jessica Parker sfoggerebbe nel Meatpacking), abbiamo ripreso la metro e raggiunto il quartiere di Williamsburg. Sarà stato per il fatto che in questo weekend New York ospitava il Gay Pride e anche la finale di Copa America, ma io ho trovato il quartiere troppo affollato e dopo qualche giro fra le strade principali abbiamo preso il Ferry fino al Brooklyn Bridge e a Dumbo.

15:00 Dumbo

Con un traghetto dall’East River potrete raggiungere in poco tempo sia la riva opposta, e rientrare a Manhattan, sia proseguire ad ovest e raggiungere il Ponte di Brooklyn. Da lì, una volta scesi, ci siamo diretti a Dumbo, un quartiere tornato molto di moda, noto per il famoso Carousel (la giostra con i cavalli molto più spettacolare a sera, con le luci di Manhattan sullo sfondo) e anche per uno degli scorci più iconici della storia del cinema. Qui infatti fu girata una delle scene della celebre pellicola C’era una volta in America (Once Upon a Time in America), che è anche uno dei miei film preferiti in assoluto.

Ore 17:00 Highline

Prendete qualcosa di fresco e dirigetevi con la metro a Chelsea, per una passeggiata sopraelevata che non dimenticherete più. L’Highline, quella che era una vecchia ferrovia, è oggi un percorso su Manhattan da togliere il fiato. Una passerella sulla città, con panche e giardini in cui potersi sdraiare, gallerie d’arte tutte intorno, da poter raggiungere con semplicità e alcuni affacci sulla strada che vi faranno sentire come in un film, con yellow cab che sfrecciano al primo verde, ragazzi in skateboard, signore a spasso col cane e la manicure appena fatta. Salite alla 23rd strada e proseguite verso sud, fino al Meatpacking District. Alla fine dell’Highline potrete visitare il Whitney Museum, fare un salto al Chelsea Market per un cono alla frutta da L’Arte del Gelato, o fermarvi in uno dei tanti bar per un aperitivo elegante, prima della cena.

Ore 20:00

Di posti dove fermarsi a cena a Manhattan e nel Meatpacking District ce ne sono. Io adoro lo Spicy Market, ma vi consiglio di prenotare. Dopo cena potete fare due salti allo Standard Hotel, e concludere la serata con una passeggiata illuminata, fino a casa.

DOMENICA

Ore 11:00 Brunch da Tartine e Magnolia Bakery

La domenica potete dirigervi, come ho fatto io nel West Village, gustare un bruch con uova e salmone da Tartine, prendere una red velvet al volo da Magnolia Bakery (sì, in Perry street c’è casa di Carrie, di Sex and the City) e proseguire a piedi ancora a sud, fino a Soho.

Ore 13:30 The New Museum

Un altro dei musei che vi consiglio di visitare è il new Museum, questa nave di sale arroccate una in cima all’altra al civico 235 di Bowery street, che raccoglie collezioni e opere di arte contemporanea da tutto il mondo. Se siete qui durante il weekend, non dimenticatevi di raggiungere la terrazza panoramica in alto e scattare foto bellissime dal quartiere da una prospettiva inedita e meravigliosa.

Ore 16:00 check-out e si riparte

Dopo un giro tra i negozi di SoHo sono rientrata in hotel per riprendere il bagaglio a mano e raggiungere con un Uber (addicted oramai, ve lo dico) l’aeroporto.

Le facciate delle case in mattoni, il vetro dei palazzi delle strade che piano a piano mi sfilavano via alle spalle e il ricordo del bel tempo passato al sole, a passeggio per la città con tanti pensieri da rimettere in ordine, ma senza la fretta di doverlo fare adesso, mi hanno lasciato in bocca un sapore amaro e dolce, che sa di nostalgia, ma non di rimpianto. Un arrivederci a presto che è una promessa, perché a New York si torna sempre, almeno per un’altra volta ancora.

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5 Comments

  • Ok qui dentro c’è tutto quello che vorrei fare e rivedere per il mio ritorno a New York.
    Dumbo, Brooklyn e l’HIgh LIne mancano all’appello, e il resto, beh chi dice che una volta visto non si possa rivedere e gustare nuovamente?
    New York è nel mio cuore da un po’, e complice un super prezzo non mi sono fatta sfuggire l’occasione di tornare a dicembre, x vederla sotto le lucine di Natale…non vedo l’ora Sara.
    Per ora grazie per queste dritte e per un itinerario “mordi e fuggi” davvero doc.
    Monica

  • Stupendo questo post e bellissime le foto, mi hai fatto venire ancora più voglia di andare a New York! Il 17 agosto finalmente la vedrò anche io, e sento già che la adorerò. Non vedo l’ora. :)

  • […] Un mese a Miami è abbastanza per esplorare la città e fare un giro tra le bellezze della Florida, così ho deciso di trascorrere un weekend nella Mela e per 4 giorni sono tornata a New York. Curiosi di scoprire cosa ho combinato? Scoprite tutte le foto del mio ritorno nella Città che non dorme mai e il racconto del mio terzo viaggio a New York. […]

  • […] siete nel posto giusto! Sono appena rientrata da Miami, dopo un mese di giri tra la Florida e il nord degli Stati Uniti e inizio ora a mettere insieme i pezzi, non solo del mio viaggio, ma dell’idea che fino a qui mi […]

  • […] A new York per la terza volta: weekend di stile nella Grande Mela […]

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