migliori film poco conosciuti da vedere assolutamente

20 Bellissimi Film poco conosciuti da vedere assolutamente

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20 Film internazionali che vi consiglio di vedere. 20 storie bellissime per sognare, capire, viaggiare con la fantasia, ed emozionarsi un po’.

Tutti in cerca di film poco conosciuti e bellissimi, in questi giorni di quarantena. Dalle serie da vedere su Netflix questo mese, ai migliori film da vedere almeno una volta nella vita: di liste sui film più belli in assoluto è pieno il web. Ma questo articolo va al di là dell’ultima grande pellicola hollywoodiana e supera i limiti di un cinema che sia solo Americano. Tutt’altro. Questi giorni a casa mi hanno offerto la possibilità di godere di tanti film internazionali che non avevo visto e, dalla visione dello straordinario Parasite (e dalla scoperta di un interprete straordinario come Song Kang-Ho, ora tra i miei attori preferiti in assoluto!), anche la curiosità per approcciarmi al Cinema sudcoreano: una vera scoperta! Lungi dall’essere veloci, sfrenati e prevedibili, i film coreani che troverete in lista sono delle vere rarità. Storie bellissime a cui dedicare tutto il tempo, dimenticandosi dei ritmi serrati di un thriller scontato girato negli sgargianti studi cinematografici statunitensi.

Ma ci sono anche storie dall’Iran, dal Libano, dal Vietnam, dai Balcani, da Hong Kong, dal Giappone. Un caleidoscopio di storie dall’Oriente, ma non solo, forti e raccontate benissimo, prendendo spesso spunto da avvenimenti accaduti e messi in scena da attori straordinari. Una raccolta di 20 film meno conosciuti (almeno da chi non sia un avido cinefilo), da vedere assolutamente.

Storie che vi faranno sperare, piangere, stare col fiato sospeso e conquisteranno in molti casi grazie a una fotografia magnifica. Spero possiate scoprire qualche film bellissimo che non avete ancora visto e che questo riesca a farvi viaggiare con la fantasia, ad offrirvi spunti e a tenervi compagnia. Tra questi 20, trovate i miei 6 film preferiti in cima alla lista. Buona visione!

20 Film internazionali da vedere assolutamente

In the mood for Love (2000)

Una cinematografia vibrante e indimenticabile, quella di Wong Kar-wai, sensuale nella sua armonia compositiva e nella scelta delle musiche. Così nel bellissimo In The Mood For Love, non proprio sconosciuto e, anzi, tra i più bei film della storia in assoluto. Eppure, non tutti lo hanno ancora visto. Siamo nella Hong Kong del 1962, e la vicenda è quella di un uomo e di una donna che scoprono la relezione extraconiugale dei loro rispettivi partner e, nel frattempo, elaborano tra loro una intrigo di sguardi e sentimenti. La cinepresa si divincola sinuosa tra stanze di appartamenti comunicanti, corridoi, uffici e le strade luccicanti della città a sera, muovendosi quasi nascosta, talvolta in slow motion, a sbirciare tra le vite dei protagonisti, bellissimi nella loro eleganza (i cambi d’abito di lei sono fantastici). La scena di Maggie Cheung che risale la scalinata sulle note di Yumeji’s Theme (Shigeru Umebayashi), dopo aver acquistato dei noodles, è una delle scene più belle della storia del cinema. Siamo anche noi lì e abbiamo appena sfiorato il respiro di Tony Leung. 2 minuti e mezzo di poesia, che valgono tutto il film, e non solo questo. Una vera opera d’arte. Straordinario!

Capernaum (2018)

La vita di Zain, un rifugiato siriano di 12 anni, e la sua storia strappata alla miseria dei sobborghi di Beirut è al centro di questo dramma libanese diretto dalla bravissima Nadine Labaki. Una storia fortissima e che si insinua in ogni piega dell’anima, lasciando spesso senza respiro, senza parole, senza forze. Ma il mondo dei bambini risorge, come sempre. Tra la corruzione e la brutalità del mondo adulto, la speranza sono sempre loro. Un film bellissimo ed emozionante, a cui dedicare il giusto tempo. La parte rincipale è affidata a Zain Al Rafeea, attore siriano da cui è anche tratto, ed è a lui dedicato, il nome del protagnista nel film. Dopo aver visto Capernaum ho cercato più informazioni su questo piccolo prodigio e ho scoperto che ha trovato asilo in Svezia ed ha iniziato ad andare a scuola, per la prima volta. Il film ha ricevuto 15 minuti di applausi a Cannes e vinto il Grand Prix nel 2018. Assolutamente da vedere!

Children of Heaven (1997)

Una delle storie più semplici e allo stesso tempo più meravigliose mai raccontate e che, per il realismo straziante e magnetico che comunica, riesce a ricordare Ladri di Biciclette di De Sica. Siamo tra i vicoli vocianti dei quartieri più poveri di Tehran, dove la vita scorre schietta, ci si procura il poco per la giornata e un paio di scarpe di tela si difendono come si farebbe con la più invincibile fortezza. Le vicende dei fratellini Ali e Zahra ci raccontano il più tenero dei legami e riportano ai timori e alle piccole gioie dell’infanzia. Sullo sfondo, la vita che scorre in un Iran tenuto all’oscuro delle riprese del film, e che, grazie a questo stratagemma, viene fuori in tutta la sua più reale e noncurante bellezza. Gli occhi acquosi di Ali, dispiaciuto per le mancanze e i suoi ritardi a scuola, sono tra le immagini che vi porterete nel cuore per sempre. Bellissimo!

Parasite (2019)

E arriviamo a lui. Non è sconosciuto, non è una di quelle pellicole ritrovate chissà dove. È anzi il film più chiacchierato dell’anno e vincitore di ben 4 Oscar (tra cui “Best picture”), ma mi chiedo: l’avete visto? Se no: dovete rimediare al più presto. Se sì: dovete approfondire. Già, perché questo capolavoro dello straordinario Bong Joon-ho getta le basi per appassionarsi a una modalità narrativa diversa da quella vista e rivista delle pellicole hollywoodiane e apre una finestra su un mondo nuovo e incredibilmente prolifico e interessante, che è poi quello del Cinema sudcoreano. Se avete amato Parasite, una ventata di aria fresca nell’universo glam e talvolta pacchiano del cinema internazionale, allora vi aspettano tante altre pellicole straordinarie. Parasite è stato per me l’approccio a una filmografia diversa e sorprendente, e la scoperta di un attore magnifico come Song Kang-Ho. Da vedere assolutamente!

A Taxi driver (2017)

Tra i primi film sudcoreani che ho visto dopo Parasite c’è A Taxi Driver, diretto da Jang Hoon e in cui spicca l’eccezionale perfomance di Song Kang-Ho nei panni di un tassista malcapitatamente coinvolto nei tragici fatti di Gwangju, in Corea del Sud. Un massacro avvenuto in seguito alla rivolta scoppiata nel maggio del 1980 in opposizione alla dittatura di Chun Doo-hwan. La narrazione segue i fili di una storia realmente avvenuta e che ha visto coinvolto, assieme allo storico tassista di Seoul, il giornalista tedesco Jürgen Hinzpeter. Scene tragiche e più ironiche portano avanti la trama di questo “dramedy” sudcoreano davvero imperdibile. Ci si innamora di questo attore, lo si seguirebbe ovunque e, d’altronde, è lui a guidare e a raccontarci con tanta poesia uno spaccato della storia del Paese davvero triste. Meraviglioso.

Memories of murders (2003)

Tra i film sudcoreani più belli in assoluto c’è Memories of Murders, scritto e diretto da Bong Joon-ho (il regista di Parasite). Un capolavoro che vi consiglio di vedere se avete già abbandonato ogni pretesa di ingabbiare una storia nelle logiche strettissime dei film americani. Ogni scena scorre come deve scorrere, lenta, veloce, senza agitazione e allo stesso tempo carica di trepidazione. È basato sulla vera storia del primo serial killer della Corea e segue le vicende investigative del protagonista, il detective locale Park Doo-man (interpretato dal grandioso Song Kang-Ho) e dei suoi “scagnozzi”, affiancati da un detective giunto da Seoul per risolvere il mistero. Ci sono scene leggendarie e un senso di catastrofico irrisolto che vi “perseguiterà” durante la visione e per qualche tempo dopo i titoli di coda. L’ho visto due volte in una settimana. Davvero bello!

The Host (2006)

Un’altra gemma del regista di Parasite, con la presenza del mitico Song Kang-ho come protagonista. Un film tra l’horror e il fantascientifico, con scene più legggere e quasi comiche, come sempre nei film di Bong Joon-ho, che racconta le vicende di una famiglia unita nel ritrovamento della piccola di casa, rapita da un gigantesco pesce carnivoro che abita le acque del Fiume Han. Si dice sia la pellicola con il più alto incasso nella storia del cinema coreano, di certo è un buon film da vedere se cercate un po’ di adrenalina e un’altra grandiosa performance dell’accoppiata vincente Joon-ho / Kang-ho. La scena iniziale del versamento di materiale pericoloso nelle acque di scarico di Seoul da parte di forze US prende ispirazione da un fatto realmente accaduto nel 2000 e di fatto condanna l’evento a beneficio della causa ambientalista. Un elemento che ha fatto storcere il naso agli Americani e ricevuto il plauso (straordinariamente) della Corea del Nord.

Shoplifters (2018)

Non dev’essere sconosciuto agli amanti del cinema internazionale, questo lavoro vincitore della Palma d’Oro a Cannes nel 2018. Eppure, forse non tutti hanno ancora avuto modo di guardarlo. Un film drammatico giapponese scritto e diretto da Hirokazu Kore-eda, che racconta della condizione di povertà in cui versano alcune famiglie dei sobborghi di Tokyo, costrette a piccoli furti nei supermercati della città, pur di sopravvivere. Ma non solo. Anche il tema della famiglia e della genitorialità verrà affrontato, così come quello del senso di appartenenza. Una storia che si dischiude lentamente, con i ritmi di una quotidianità reale e attraverso una cinematografia “umana”.

A Separation (2011)

Di questo film di Asghar Farhadi avrete forse già sentito parlare (d’altronde ha vinto l’Oscar come Miglior Film Straniero nel 2012), ma se non lo avete ancora visto, ve lo consiglio davvero. La storia è quella di una coppia borghese di Tehran in via di separazione e alle prese con le vicende quotidiane che scombussolano il precario equilibrio familiare. Tra queste, la cura del vecchio padre di lui affetto da Alzheimer e l’istruzione di una figlia adolescete che risente fortemente della divisione dei genitori. Sullo sfondo l’Iran, qualche colpo di scena e un amore che galleggia in aria, nonostante tutto. Triste e molto bello.

The Farewell (2019)

Un film recente che forse non avete avuto ancora modo di vedere e che è davvero carino, scritto e diretto da Lulu Wang, regista cinese naturalizzata statunitense. E la storia è proprio a metà fra i due mondi, un ritorno alle origini carico di emozione e, allo stesso tempo, scanzonato e leggero. Una famiglia di cinese di New York torna nella città natale di Changchun per far visita alla nonna Nai Nai, alla quale è stata nascosta la malattia e che, tra eventi più e meno comici, ha così modo di trascorrere inconsapevolmente gli ultimi giorni della sua vita circondata dagli affetti più cari. Una circostanza che toccherà tutti, ma che tutti dovranno celare fino all’ultimo, fra memorie d’infanzia che riaffiorano, considerazioni legate al presente e interrogativi sul futuro. Una bella storia d’amore fra nonna-nipote, che scalda il cuore.

The Scent of the Green Papaya (1993)

Alcuni film catturano per la storia o per personaggi indimenticabili, altri per una fotografia meravigliosa, e The Scent of Green Papapaya è uno di questi. Diretto dal regista vietnamita-francese Anh Hung Tran, il film racconta le vicende di un’adolescente assunta come cameriera da una famiglia benestante di Saigon, Vietnam. Siamo negli anni della Guerra d’Indocina e poi nei primi anni della Guerra del Vietnam, ma entrambi i conflitti rimangono sullo sfondo. Tutto si svolge fra le pareti di due residenza signorili, e fra cortili, orti e giardini dove la piccola e affaccendata Mui diventa donna. La macchina da presa si muove lineare tra i diversi ambienti, fra foglie di banano e piante rigogliose, osservando la metamorfosi della ragazza, che da legume si fa frutto, così come avviee per la papaya. Curiosità: il film riesce a catapultarci nelle bellissime atmosfere vietnamite, ma è stato interamente filmato in studio, nei dintorni di Parigi.

The White Ribbon (2009)

Non un film per tutti e forse non è il solo in questa lista. The White Ribbon è un film bellissimo (vincitore della Palma d’Oro a Cannes nel 2009), ma potrebbe non incontrare il gusto di chi è alla ricerca di storie appassionanti e a lieto fine. Un dramma diretto da Michael Haneke, che arriva dalla Germania e che racconta degli inusuali e sinistri eventi che si verificano in un villaggio del nord del paese, proprio agli albori del Primo Conflitto Mondiale. Fatti che gettano luce sulle cause che possono aver portato a tanta tragicità e che potrebbero spiegare in parte, secondo il regista, quella deriva verso l’odio che ha investito la Germania degli inizi del secolo scorso. Il film è in bianco e nero ed intriso di una suspense continua e angosciante, anche se manca di risoluzione, sia essa nel bene o nel male. Davvero interessante e spaventoso per il peso storico che si finisce per attribuirgli.

4 Months, 3 Weeks and 2 Days (2007)

E c’è anche un’opera rumena, in questa lista di film assolutamente da vedere. Non un film come tanti, ma una pellicola a metà fra dramma e thriller, vincitrice della 60esima edizione del Festival di Cannes e osannata dalla critica internazionale. Diretto da Cristian Mungiu e girato per lo più a Bucarest, racconta la storia di due ragazze che si ritrovano complici nel trovare una soluzione alla gravidanza inaspettata di una delle due, proprio negli ultimi anni del regime di Ceaușescu, quando l’aborto era considerato in ogni caso illegale. Una storia di amicizia alla prova, con una fotografia dai colori desaturizzati e uno stile “realistico” minimale che, se possibile, crea ancora più agitazione e suspense. Da vedere!

Lion (2016)

Lion racconta la storia vera di Saroo Brierley (nel film interpretato dal bravissimo Dev Patel) e del suo viaggio a Burhanpur, India, per ritrovare dopo ben 25 anni la sua madre naturale e il fratello. Un viaggio in un’India che dovrà richiamare alla mente fra i sui pochi ricordi e che lo colpirà come un pugno allo stomaco, per verità, povertà e dolcezza. Le scene, girate tra Kolkata, l’Australia e la Tasmania, ci restituiscono una storia ricca di emozione e un intreccio di vite che non lascia indifferenti. Il finale dolceamaro, strappa una lacrima. Bello!

Welcome (2009)

Un bel film francese del 2009, diretto da Philippe Lioret, tratta il tema dell’immigrazione clandestina attraverso le vicende del giovane Bilal, curdo iraqueno che da Calais (dove è arrivato dopo un viaggio di mesi in Europa), si allena per raggiungere a nuoto la sua amata in Inghilterra, e di Simon (Vincent Lindon), cittadino francese perseguitato dalla legge per aver aiutato il ragazzo nella sua impresa. Il titolo del film è un gioco ironico che suona come una denuncia nei confronti del sistema francese. Triste e importante.

About Elly

Ho visto About Elly qualche anno fa, ma lo ricordo benissimo e ho pensato fosse perfetto per questa lista di film meno conosciuti, ma apprezzabili. Si tratta di un film a metà tra il thriller e il dramma, diretto da Asghar Farhadi, e in cui le storie di un gruppo di giovani borghesi di Teheran si intrecciano per sempre, fra silenzi, segreti, scomparse e rivelazioni indecorose. Tutto avviene in una villa al mare sul Mar Caspio, dove il gruppo di amici aveva deciso di passare qualche giorno. Qui accadrà qualcosa che scuoterà le vite dei ragazzi per sempre. Ancora un bel film dall’Iran, che vi consiglio di vedere.

The Attorney

Ci sono tanti altri film in cui Song Kang-ho dà prova delle sue doti straordinarie di attore, da The President’s Barber a Sympathy for Mr. Vengeance (che non ho amato), da Thirst a Snowpiercer (un po’ troppo sanguinoso per i miei gusti), ma una delle sue performance più belle la troviamo senz’altro in The Attorney, scritto e diretto da Yang Woo-suk e ispirato alle vicende del “caso Burim” del 1981. In questo film, un avvocato di Busan si trova a difendere un giovane accusato di simpatizzare con il regime Nord Coreano, per via delle sue letture non autorizzate e sovversive. La cosa straordinaria è che, nella realtà, quello stesso avvocato diventerà poi il 16esimo Presidente della Corea del Sud. Una storia drammatica, di integrità, giustizia e speranza.

Nostalgia for the Light (2010)

Un documentario che è uno esperimento riuscito, e che indaga le storie cucite attorno a due ricerche diverse che avvengono nel Deserto di Atacama cileno: la prima ad opera di astronomi sulle tracce dell’origine del mondo, la seconda, invece, quella che ricerca i resti dei desaparecidos, scomparsi durante la dittatura di Pinochet. Il film, scritto e diretto dal regista Patricio Guzmán è un documento storico intenso e commovente. Un’opera che tutti dovrebbero vedere.

Incendies (2010)

Cosa dire di questo film. Ci sono scene tragiche e forti, i ritmi non sono velocissimi e ci si vorrebbe quasi arrendere dopo un po’, ma il finale lascia spiazzati e interdetti. “La donna che canta” (questo il titotlo italiano) è una pellicola del 2010 diretta da Denis Villeneuve e candidata agli Oscar del 2011 come Miglior Film Straniero. La storia è ispirata a quella dell’attivista e scrittrice libanese Souha Fawaz Bechara, e si svolge attraverso l’intreccio di flashback che riconducono a vicende avvenute durante la guerra civile libanese. Due figli si mettono alla ricerca di un padre e di un fratello mai conosciuti, dopo aver ricevuto le ultime volontà della madre. Un viaggio che, dal Canada al Medio Oriente, trascinerà i ragazzi in un passato vorticoso, feroce e assolutamente inaspettato.

The Guilty (2018)

Ho scoperto The Guilty per caso, spulciando fra i titoli dei film stranieri di Netlfix. Non ne avevo ancora letto da nessuna parte e nessuno dei miei contatti lo aveva mai menzionato, ma ho deciso di dargli un’opportunità e devo dire che mi ha tenuto incollata fino alla fine. Questo thriller danese diretto da Gustav Möller si svolge tutto in un ridotto spazio e la cinepresa non lascia mai il protagonista, tenendo tutti col fiato sospeso fino alla fine. Un agente di polizia costretto al lavoro d’ufficio risponde a una chiamata d’emergenza e decide di indagare e andare oltre le regole, pur di aiutare la persona dall’altro capo del telefono. Ma la realtà dei fatti è che non si sa mai cosa può succedere e il finale lascia sorpresi. Un bel thriller, tra i film di Netflix da vedere.


Se questa guida ai Migliori Film poco conosciuti vi è piaciuta e avete altri suggerimenti di film bellissimi da vedere al più presto, lasciate un commento in fondo a questo articolo. Ci sono tanti film internazionali imperdibili, ma questi sono alcuni di quelli che ho scoperto più di recente.

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4 comments
    1. Ciao Elisa! Diciamo che quelli che mi sono piaciuti di più sono in cima alla lista, per cui inizierei da quelli. Buona visione :)

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