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Cosa vedere a Sarajevo, tra vie antiche e nuove speranze

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Cosa vedere a Sarajevo in due giorni, tra vie antiche, chiese, mosche e sinagoghe, piazze brulicanti di vita e nuove promesse, mercati e piccoli musei.

Cosa vedere a Sarajevo in un weekend? Capitale della Bosnia ed Erzegovina, Sarajevo è una città che, pur vivendo ancora i dispiaceri di un passato tremendo, che non vuole si dimentichi, su quelli sta ricostruendo un presente di pace e possibilità. Ovunque in città si inciampa nelle “Rose di Sarajevo”: il segno sull’asfalto di granate e bombe lasciato dalla Guerra. Le buche sono state lasciate e riempite di vernice rossa. Cicatrici urbane, testimoni di un ieri severo e atroce e simbolo di un domani appena sbocciato. Sarajevo è una città tranquilla e concreta, nella sua semplice bellezza, tagliata in due dalle acque verdi del fiume Miljacka. Una città che è appartenuta a tutti e che può essere, di fatto, definita la Patria della multiculturalità. Se oggi è una capitale poco visitata e certamente fraintesa, è da sempre stata crocevia e terra di passaggio di tantissime culture e religioni diverse. Per secoli, ha accolto mercanti e viaggiatori senza alcuna distinzione. Sarajevo ha il colore del rame battuto, l’odore di caffè tostato che si insinua lungo le vie a profumare gli incontri… Una delle esperienze più belle resta quella di sedersi ad ascoltare il suono delle campane cristiane che accompagnano l’adhān del muezzin. Un abbraccio di umanità, che vi lascerà un segno cocente sul cuore.

Cosa vedere a Sarajevo in un weekend

Cosa vedere a Sarajevo / Primo giorno

Ore 10:00 Baščaršija

Iniziate la giornata a Sarajevo con una coloratissima colazione da Džirlo. In questa deliziosa sala da tè, oltre a sperimentare l’incredibile accoglienza bosniaca da parte di Husseyn, il proprietario, troverete lo spirito giusto per cominciare ad esplorare la città.

Quindi, raggiungete la vicinissima Baščaršija, cuore pulsante di Sarajevo. Questo luogo, nei secoli, ha rappresentato il cardine del mercato cittadino. L’area comprende l’antico caravanserraglio, luogo di riposo per le stanche carovane di un tempo, voluto dall’Imperatore Ottomano nel 1462, oltre che a un dedalo di viuzze dove gli artigiani erano soliti lavorare metalli e tessuti preziosi.

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Lasciatevi trasportare dall’artmosfera delle botteghe di cuoio e del profumo del caffè bosniaco, prodotti venduti ancora oggi, con orgoglio, nelle stradine dai tetti bassi. Nella piazza principale della Baščaršija si trova la fontana Sebilj, in stile ottomano, oggi simbolo della città.

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Ore 12:30 Pranzo da Buregdžinica Sac

Buregdžinica Sac si trova nel cuore della Baščaršija, al civico 2 di Bravadžiluk mali. Serve piatti tipici della tradizione bosniaca e, secondo molti cittadini di Sarajevo, è proprio qui che è possibile trovare i migliori burek della città. Si tratta di caratteristici fogli di pasta arrotolati e ripieni. Provate quelli classici, farciti con carne, oppure chiedete del sirnica, a base di formaggio. Il consiglio è di accompagnare il cibo con lo yogurt bianco, sempre presente sulla tavola, per guarnire i piatti della tradizione: una vera bontà!

Ore 14:00 Vijećnica e Inat Kuća

Divisi soltanto dal fiume Miljacka, questi due luoghi di Sarajevo rappresentano la resilienza e l’orgoglio del popolo bosniaco. Sono connessi tra loro da una storia molto curiosa, che i cittadini di Sarajevo raccontano volentieri ai turisti di passaggio in città.

L’edificazione della grande Vijećnica, il Municipio di Sarajevo, venne commissionata dalla monarchia Austro-Ungarica alla fine del 1800. Nel luogo in cui venne realizzata, si trovava un tempo la casa del vecchio Benderija, un cittadino molto legato alla sua piccola casa. Benderija permise la demolizione della sua abitazione, solo ad una condizione: che questa fosse spostata dall’altro lato del fiume e ricostruita nello stesso identico modo, mattone dopo mattone. La “casa della ripicca”, Inat Kuća, oggi ospita un ristorante considerato emblema dell’orgoglio bosniaco.

La Vijećnica venne realizzata in stile neo-moresco e inaugurata nel 1896. È sede del Municipio e della Biblioteca Nazionale, che fu teatro di un terribile incendio durante la guerra, nel 1992. Oggi la Vijećnica è considerata Monumento di Stato ed è visitabile durante tutto l’anno.

  • Inat Kuća è aperta tutti i giorni, dalle 11:00 alle 23:00
  • La Vijećnica è aperta tutti i giorni, dalle 09:00 alle 17:00 / Prezzo del biglietto: 4 euro.

Ore 16:30 Passeggiata fino al Ponte Latino

Per raggiungere il ponte più antico della città, vi basterà continuare la passeggiata lungo il fiume Miljacka. Tenendo la Vijećnica alle vostre spalle, proseguite verso destra. Dopo qualche minuto, scorgerete le quattro arcate di pietra dura e gesso che sostengono, da secoli, l’abbraccio tra le due metà di Sarajevo. Oggi il ponte è ricordato soprattutto perché fu teatro dell’assassinio dell’arciduca Francesco Ferdinando, evento che diede il via all’inizio della Prima Guerra Mondiale.

Sulla sponda sinistra del fiume, proprio accanto al Ponte Latino, troverete un meraviglioso angolo verde di platani altissimi e quiete. Si chiama At Medjan, “la casa dei cavalli”. Accomodatevi per contemplare l’emozionante tramonto che, ogni sera, colora di rosa la Miljacka e consacra Sarajevo meta indimenticabile.


Cosa vedere a Sarajevo / Secondo giorno

Ore 10:30 Visita al Museo Nazionale

Cominciate il secondo giorno a Sarajevo con la visita al Museo Nazionale, uno dei musei più belli della città. Fu costruito alla fine del 1800 in stile neo-rinascimentale italiano e custodisce, al suo interno, reperti di archeologia, storia naturale ed etnografia. Avvolti da luminosi raggi di luce, vi troverete a danzare fra collezioni di poesie, scritte a mano su logore carte, e fiori di alta montagna, tra antichi disegni che, oggi, lasciano la nostra mente sognare.

Il Museo Nazionale Bosniaco ospita, tra gli altri, un reperto davvero eccezionale: la Haggadah di Sarajevo. Si tratta di un meraviglioso compendio miniato, probabilmente realizzato in Spagna attorno al 1350, che riporta, illustrate, numerose vicende bibliche. È impreziosito da dettagli in oro e rame e la sua storia, parzialmente avvolta nel mistero, gli dona un fascino senza tempo.

  • Il museo nazionale osserva il seguente orario: dal martedì al venerdì, dalle ore 10:00 alle ore 19:00; sabato e domenica, dalle ore 10:00 alle ore 14:00; lunedì chiuso / Il prezzo del biglietto è di circa 5 euro.

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Ore 12:00 Luoghi di culto

Molto probabilmente si tratta dell’esperienza più emozionante che farete a Sarajevo. Tra le arterie del centro storico della città scorre tutta l’umanità del mondo. Iniziate la visita ai luoghi di culto dalla meravigliosa Moschea Gazi Husrev-beg. Voluta dall’Imperatore Ottomano, di cui porta il nome, venne edificata nel 1350 e ancora oggi resta una delle costruzioni più importanti dell’intero Paese. Dal piccolo arco in Via Sarači si accede al giardino esterno della Moschea: è qui che gli uomini se ne stanno scalzi, defilati, a chiacchierare tra loro. Delle donne, inginocchiate di spalle, verso La Mecca, appaiono i lunghi veli ricamati d’oro. Fermatevi ad osservare le tipiche decorazioni islamiche a muqarnas sulla porta d’ingresso della Moschea e non dimenticate di sciacquare mani e piedi nella grande fontana delle abluzioni, se decideste di entrare.

  • La moschea è aperta tutti i giorni, dalle 09:00 alle 19:00 / Mentre il giardino è sempre visitabile gratuitamente, l’interno della moschea è accessibile solo in parte, previo acquisto di un biglietto, in determinate fasce orarie.

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Proseguite il vostro itinerario recandovi, a poca distanza dalla moschea, in quello che oggi è chiamato Muzej Jevreja, il Museo Ebraico. Sorge tra le mura della più antica Sinagoga di Bosnia ed Erzegovina e venne edificata nel lontano 1581.  La visita al museo è molto consigliata: scoprirete storie interessanti riguardanti la comunità ebraica di Sarajevo e le sue vicende nel corso dei secoli.

  • Il museo è aperto tutti i giorni, tranne i sabato, dalle 10:00 alle 16:00.

Una volta usciti dal museo, volgetevi in direzione della moschea e, una volta raggiunta la strada principale Ferhadija, continuate la passeggiata tenendo la vostra destra. Vi troverete, dopo qualche minuto, di fianco alla facciata principale della Cattedrale del Sacro Cuore. Costruita in stile neogotico alla fine del 1800, è sede dell’Arcidiocesi di Sarajevo e raccoglie le preghiere di tutti i cattolici della città. Sebbene sia stata profondamente danneggiata durante le guerre degli anni ’90, oggi i lavori di restauro le hanno restituito il fascino e la tranquillità di un tempo.

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La scoperta dei luoghi di culto si conclude con la visita alla Chiesa Ortodossa della Natività di Gesù. Per raggiungerla, vi basterà proseguire la via Ferhadija e poi voltare nella prima stradina alla vostra sinistra. Gli spaziosi interni, riccamente colorati, vi lasceranno senza fiato! Piccola curiosità: all’esterno della Chiesa, seminascosto dagli alti rovi di rose, si trova il monumento Simbolo del Multiculturalismo. A realizzare la bronzea figura, che tiene tra le mani tutti i meridiani del mondo, aiutata dalle colombe, è stato uno scultore abruzzese, Francesco Perilli. Dell’opera esistono moltissime copie, tutte situate in luoghi diversi e lontani della Terra. Alla base del monumento la frase che, più di tutte, rappresenta la città di Sarajevo: “l’uomo multiculturale costruirà il mondo.”

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Ore 13:30 Piatti tipici nel cuore della città

La cucina bosniaca offre una grande quantità di piatti tipici. Per secoli, il continuo mescolarsi della cultura mediterranea con quella ottomana, ha prodotto una mescolanza culinaria che vi lascerà senza parole! Il piatto nazionale della Bosnia ed Erzegovina è il ćevapčići: polpettine di carne speziata, servite con la focaccia tipica, il somun, e con cipolla o kaymak, ottimo formaggio turco.

Troverete il miglior ćevapčići della città da Željo, in Kundurdžiluk 19, nei pressi della Baščaršija. Il locale è piccolo, ma una tappa obbligatoria per chiunque si trovi in visita a Sarajevo. Per completare il pranzo, spostatevi nella vicina Slaticarna Ramis: in questa deliziosa pasticceria, da oltre 100 anni si servono barklava e tufahija, dolci tipici della tradizione bosniaca a base di frutta e miele.

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Ore 16:00 Sarajevo dall’alto

Collocata di fronte alla stazione centrale di Sarajevo, in netto contrasto con tutto il resto dell’architettura cittadina, svetta la Torre Avaz Twist. Alta 176 metri, vestita di azzurre vetrate, offre la possibilità di scoprire Sarajevo da un nuovo, originalissimo, punto di vista. L’ingresso fino al ristorante della torre, posto al penultimo piano, è completamente gratuito, e un aperitivo in quota è fortemente consigliato. Questa costruzione, così tanto maestosa, suggerisce la volontà di Sarajevo di guardare al futuro, tenendo sempre attorno l’antico panorama.

  • La Torre Avaz Twist è aperta tutti i giorni, dalle 07:00 alle 23:00 / L’ingresso all’osservatorio, ultimo piano della torre, costa circa 1 euro.

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Se questa guida su cosa vedere a Sarajevo, potreste essere interessati a scorpire altre città dal fascino unico, come Praga, Stoccolma, Roma e Lisbona.

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