settembre editoriale

Un settembre sonnecchiante, di frutti d’oro

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Qualche giorno fa ho condiviso su Instagram la lista delle cose che avrei fatto appena rientrata in Italia. Dopo un anno lontana dalla mia famiglia (12 mesi bellissimi fra le brughiere odorose della Scozia, partite di tennis al tramonto e road trip nelle Highlands), un approdo ai sapori di casa ci voleva. L’unica cosa che ancora mi resta da “spuntare” da quella wishlist è la nuotata al Circeo, ma arriva pure quella. O almeno, lo ripeto da qualche giorno, eppure continuo a procrastinare l’organizzazione del viaggio – che poi è poco più che una gita.

Dovrei ricordarmi che il “mondo di prima” non esiste, che il “viaggiare di prima” non esiste. Le fughe last-second di cui ero maestra nell’organizzazione sono finite nel dimenticatoio. Ogni piccola avventura richiede ponderata organizzazione. I tempi si dilatano e la tabella di marcia diventa un puzzle di 1000 pezzi.

Questo preambolo per dirvi che non mi ero dimenticata della newsletter di settembre. Chi, io? No. Ho pensato di scriverla prima di partire, mentre concepivo cosa mettere in valigia. Poi mi son detta che l’avrei abbozzata in aereo, ma ero agli ultimi capitoli di un libro e ho ragionato di finire quello. Poi, l’epifania: “la scrivo in terrazza”! Sai che bel sole al mattino in Italia, e che aria tersa… Ma le zanzare urlatrici mi hanno costretta a recludermi in casa. E infine sono arrivati i nipoti, e che gli dici che non vuoi vederli i loro TikTok? Che non vuoi colorare assieme l’ennesimo album a gessetti?

La sto scrivendo ora, la newsletter. Spalmata sul letto per sfuggire alla calura del giorno, con le persiane chiuse e le finestre spalancate in preghiera, supplicanti che entri un filo d’aria. Ecco, non mi sono dimenticata di voi, anzi. È che i tempi si sono dilatati e la tabella di marcia… L’ho già scritto questo, benissimo.

Eviterò, dunque, di ricordarvi che settembre è il mese in cui si ricomincia, in cui si hanno nuove energie per tornare al lavoro, in cui ci si rimette in gioco ecc. Ma vi dirò che questa volta non ho buoni propositi. Ho sentito l’esigenza di vivere questo mese di passaggio con leggerezza, facendo scivolare via l’estate e abbracciando l’autunno senza strappi, quasi a volerli tenere per mano entrambi ancora per un po’. Cercando di vivere l’estate che non ho potuto e facendo finta che Mr. Foliage non sia ancora tra noi (ma le vedete anche voi le foglie rosse? Aiuto!).

Settembre un mese sonnecchiante eppure pieno di frutti. La verità per la quale questa newsletter vi arriva in ritardo (dai, credeteci) è che volevo condividere con voi due bellissime “conquiste”. La prima è l’intervista che ho rilasciato a Silvia Pagliuca per il Corriere della Sera (una sorpresa stupenda! E la nostra chiacchierata è letteralmente avvenuta tra la valigia e il tampone prima del volo per l’Italia); la seconda è il mio primissimo articolo per Vanity Fair, quattro pagine di contenuti dedicati alla Scozia (e alla mia amata Diana) che trovate questa settimana in edicola. Tornare alla carta stampata è stato bellissimo, ed è stato un piacere scrivere per Vanity, collaborando con una redazione che stimo e seguo con affetto (Laura Fiengo, mia mentore, è un Patrimonio UNESCO).

Insomma, un settembre che avrei preso alla larga, scambiandolo per un luglio inoltrato, ma che alla fine mi ha dato da lavorare un bel po’. Spero che il vostro sia iniziato al meglio, con nuovi stimoli e poche smanie, con rinnovato spirito di scoperta e meraviglia, e un senso di ottimismo in più.

Post Scriptum

Se trovate una copia di Vanity Fair, fatemi sapere se non vi viene voglia di Scozia (e di Spencer) e taggatemi nelle storie! Come sempre: grazie!

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