LORENZO

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E poi un giorno mi ha guardata negli occhi. Quasi sapesse dove andare a cercare, qualcosa che appartenesse ad entrambi. Ha sepolto il silenzio, si è inventato un sorriso, ho scattato una foto. Era lì. A ustionarmi il cuore senza chiedere scusa. Le lacrime non bastavano a quell’incendio, ed ero come uno stecco in mezzo al vento che in estate appicca il fuoco ai fusti intorno. Arsa e livida. Alla prima scintilla. Pensavo di sapere dell’amore quanto basta per vivere a lungo. Ora so che cosa è per davvero e vorrei non dover morire più. Il primo passo incerto, quel dentino spuntato, quando mi stringe forte la mano. Che gli racconto del mondo? Cosa deve sapere?  Mi ricorda dei giorni che ero al mare. Con la sabbia tra i capelli, che non badavo alle cose. La pelle rossa, i panini di mamma, gli occhi d’acqua alla sera e il segno del costume che bruciava di più quando tornavo a casa. Così lui, per ora. Che vede tutto per la prima volta. Non parla, eppure dice. E mi racconta di come vanno le cose. La vita è in un biscotto inzuppato. Una macchia, poi il bucato. È il  suo primo compleanno che mi perdo. Tutta questa lunga attesa prima che possa rivederlo.
Photo by Marlin Parr
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5 comments
  1. Che bella zeppola in quelle manine!
    Ti ho scoperta su donna con fuso, ho già sbirciato un po’ del tuo mondo delicato, ti seguo da Lisbona! ciao.

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