migliori romanzi distopici da leggere assolutamente, libri distopici italiani famosi e letteratura distopica internazionale

20 Romanzi Distopici da leggere assolutamente

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Da 1984 a Il signore delle mosche, da Cecità a Fahrenheit 451: 20 romanzi distopici da leggere assolutamente, per esplorare universi paralleli capaci di darci le chiavi per leggere la nostra realtà.

Una selezione dei romanzi distopici da leggere che abbiamo pensato di raccogliere in questa guida perché il mondo di oggi qualcosa di “distopico” ce l’ha. Non solo grandi classici ma anche romanzi recenti, libri italiani e stranieri, opere poco note e preziose chicche. Non vedrete Hunger Games e Arancia Meccanica, per esempio, perché immaginiamo facciano già parte della vostra libreria (fisica o desiderata) ma incrocerete spesso autori e autrici minori e titoli poco conosciuti, ma davvero meritevoli.
Come per ogni narrazione, però, partiamo dall’inizio: cos’è un romanzo distopico? Per «distopia» si intende uno scenario futuro ma, in qualche modo, prevedibile e non così assurdo, che si basa sugli accadimenti del presente. A differenza dell’utopia, questo scenario è percepito come molto negativo, spaventoso e spesso fatto di oppressione e pericoli. Non per altro, abbiamo citato Hunger Games e Arancia Meccanica (grandiosi classici della letteratura distopica). Nei racconti distopici, per quanto ambientati in tempi lontani, spesso si trovano chiavi attraverso le quali leggere la realtà in cui viviamo e questa caratteristica è forse una delle principali ricchezze di questo genere letterario.

Se state cercando spunti sui migliori romanzi distopici da leggere assolutamente (da quelli internazionali ai romanzi distopici italiani più famosi), date un’occhiata ai 20 bellissimi libri distopici che abbiamo scelto per voi e preparatevi a ore di letture persi in mondi lontani, scenari futuristici che ricordano (con piglio critico) la realtà in cui viviamo e storie che resteranno con voi per molto, molto tempo.

20 Libri distopici da leggere

1984, George Orwell 

Tra i romanzi distopici per eccellenza c’è 1984 di George Orwell, lo stesso autore de La fattoria degli animali che, un po’ come 1984, denuncia totalitarismi e perversioni di potere. Orwell inizia a scrivere il suo romanzo nel 1948: le ultime due cifre dell’anno invertite formeranno il titolo del libro. 1984 è anche il periodo in cui questa storia è ambientata: la Terra è divisa in tre grandi potenze, tutte governate da totalitarismi: Oceania, Eurasia ed Estasia. Tra loro è guerra costante con l’obiettivo di mantenere il controllo sull’intera società. A governare il mondo è, però, un Partito Unico con a capo il Big Brother, da cui deriva il nostro Grande Fratello. Si tratta di un occhio che sorveglia costantemente la vita di ogni singolo cittadino ma di cui non si conosce l’identità. Oltre a essere un romanzo capace di incollare alle sue pagine dall’inizio alla fine, 1984 è stato anche inserito dal quotidiano francese Le Monde al 22° posto nella classifica dei 200 libri migliori scritti nel XX secolo.

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Il mondo nuovo, Aldous Huxley

È il 1932 quando Aldous Huxley scrive il suo Il Mondo Nuovo (Brave New World in lingua originale) ispirandosi, nella scelta nel titolo, alle parole di William Shakespeare ne La tempesta: «O wonder! How beauteous mankind is! O brave new world that has such people in’t!». Nel suo romanzo, Huxley riesce ad anticipare temi che diventeranno centrali solo tempo dopo, come lo sviluppo delle tecnologie della riproduzione, l’eugenetica e il controllo della mente. Lo scenario è quello di un pianeta diviso in stati e guidato da dieci Governatori Mondiali. Il dio è Henry Ford poiché l’intera società è basata sui principi della produzione in serie, gli stessi inizialmente applicati proprio nelle fabbriche Ford. 

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Il racconto dell’ancella, Margaret Atwood

Tra i migliori romanzi distopici da leggere e anche tra i più famosi degli ultimi tempi c’è Il racconto dell’ancella scritto Margaret Atwood e diventato recentemente una serie TV con Elisabeth Moss. Questa volta i temi sono principalmente legati al controllo del corpo femminile e, quindi, delle sue funzioni riproduttive. Il contesto è quello della Repubblica di Gilead, un totalitarismo teocratico ispirato ai principi dell’Antico Testamento e che, in brevissimo tempo, ha ribaltato il governo degli Stati Uniti. La protagonista e la voce narrante è un’ancella, cioè una donna fertile che, all’interno di Gilead, ha il solo scopo di procreare, schiavizzata dagli uomini che occupano i vertici del governo. Sarà lei a combattere per distruggere Gilead e per difendere i valori di democrazia e libertà

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I who have never known men, Jacqueline Harpman

Di I who have never known men non esiste una traduzione italiana ma non potevamo non inserirlo tra i romanzi distopici più belli di sempre. Lo trovate in inglese e in francese (il cui titolo è Moi qui n’ai pas connu les hommes) e in entrambi i casi in una prosa molto semplice da seguire. I temi sono affini a quelli de Il racconto dell’ancella: trentanove donne e una ragazza sono tenute prigioniere in una gabbia sotterranea. Le guardie, tutti uomini, le sorvegliano senza mai parlare con loro. L’unica prigioniera a non avere memoria del mondo esterno è la giovane ma nessuna delle donne sa perché sia tenuta in ostaggio. Quando un giorno, improvvisamente, squilla un allarme e le guardie spariscono, le prigioniere riescono a scappare trovandosi in un’immensa pianura arida e deserta, senza persone e senza indizi per capire cosa sia successo al resto dell’umanità. Tra i romanzi distopici poco conosciuti e da leggere assolutamente. Davvero avvincente!

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L’isola dei senza memoria, Yōko Ogawa

Tra i romanzi distopici moderni c’è L’isola dei senza memoria, della scrittrice giapponese Yōko Ogawa, considerata una delle più importanti autrici nipponiche del nostro tempo. L’isola del titolo è luogo di un tempo non precisato in cui l’intera popolazione smette di ricordare e, smettendo di pensarle, fa sparire le cose stesse. Questa strana epidemia di amnesia diventa, come nelle migliori distopie, regime totalitario. La Polizia Segreta perseguita chi non riesce a dimenticare, prendendo di mira un’autrice e il suo editore che, con il loro lavoro, cercano di difendere la memoria attraverso la scrittura. 

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Fahrenheit 451, Ray Bradbury

Con Fahrenheit 451 torniamo ai temi di Aldous Huxley e George Orwell. Come ne Il mondo nuovo, Ray Bradbury parla di privacy e controllo. Come in 1984, invece, affronta i temi della delazione e della censura. Questa volta, l’ambientazione è un futuro imprecisato posteriore al 2022 (occhio!). Il protagonista, Montag, è pompiere in un mondo al contrario in cui non gli è richiesto di spegnere gli incendi ma di accenderli per bruciare i libri dei sovversivi che, per inseguire la conoscenza, tentano di conservarli. La storia di Montag, però, è una storia di ribellione, di amore e di speranza in un mondo diverso e, ça va sans dire, migliore.

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ll signore delle mosche, William Golding

«Gli umani producono il male come le api producono il miele»: questo è il riassunto della poetica di William Golding, che prende forma in tutta la sua crudezza ne Il signore delle mosche, titolo scelto da T.S. Eliot per alludere a Satana. I protagonisti del romanzo sono dei ricchi e ordinari studenti preadolescenti sopravvissuti a un disastro aereo accaduto nel bel mezzo di una guerra nucleare. Abbandonati a loro stessi su un’isola disabitata e paradisiaca, i giovani cominciano a perdere tutta la loro educazione, regredendo ogni giorno di più e trasformando la loro esistenza in un campo di battaglia senza regole né autorità adulta. Vista l’età dei protagonisti e il linguaggio accessibile, Il signore delle mosche è inserito tra i libri distopici per ragazzi. Molti dei suoi significati, però, sono estremamente sottili e non immediatamente comprensibili a una lettura giovane.

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Anna, Niccolò Ammaniti

Tra i romanzi distopici da leggere assolutamente ci sono anche romanzi distopici italiani e tra loro c’è Anna di Niccolò Ammaniti. Nel raccontare la genesi della sua opera, l’autore ha detto: «Questa storia nasce da un pensiero puramente biologico-comportamentale: cosa farebbero dei bambini abbandonati a loro stessi?». Il risultato è il viaggio di una tredicenne testarda alla ricerca del fratellino rapito. L’ambientazione sono i campi e le città vuote di una Sicilia abbandonata in cui l’unica mappa, per Anna, è un quaderno lasciatole dalla madre con le istruzioni su come riuscire nella sua missione. Le regole, però, non sono più quelle che guidavano i genitori e il mondo, ora, è tutto da ricostruire.

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Dissipatio H.G., Guido Morselli

Il 31 luglio 1973 scompariva a Varese Guido Morselli sparandosi un colpo con la sua Browning 7.65. Pochi mesi prima, l’autore pubblicava il suo ultimo romanzo Dissipatio H.G. (dove H.G. sta per Humani Generis) che, in questi anni di pandemia, non ci suonerà poi così distopico. Il racconto è quello dell’unico sopravvissuto alla sparizione dell’intera umanità. Tra strade deserte, supermercati vuoti e aeroporti immobili, Morselli anticipa i temi della crisi climatica e della pandemia che stiamo vivendo.

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Abissi d’acciaio, Isaac Asimov

Isaac Asimov ha, da sé, una storia degna di un romanzo: biochimico e divulgatore scientifico, Asimov è considerato uno dei padri del genere fantascientifico. In particolare, l’autore russo ha teorizzato le Tre leggi della robotica alle quali obbediscono i robot dei suoi racconti, personaggi che compaiono anche in Abissi d’acciaio, forse il suo romanzo più famoso. Abissi d’acciaio, infatti, fa parte del Ciclo dei Robot. L’ambientazione è una New York senza torri né grattacieli ma totalmente coperta, come in un contenitore ermetico. Al suo interno, le persone si spostano su strade mobili e i robot lavorano al posto di uomini e donne a ritmi, appunto, disumani. È in questo contesto che ha luogo una detective story fatta di tutte le caratteristiche della narrativa distopica.

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Non lasciarmi, Kazuo Ishiguro

Vincitore del premio Nobel per la letteratura nel 2017, Kazuo Ishiguro è uno scrittore britannico di origini giapponesi diventato famoso a livello mondiale per Quel che resta del giorno. Anche il suo romanzo Non lasciarmi, però, sa il fatto suo. La storia è quella di tre orfani e amici – Kathy, Tommy e Ruth – che vivono in un collegio immerso nella campagna inglese. Apparentemente niente di strano, anzi, se non fosse che la loro vita è programmata da un’autorità superiore e segreta che darà a questo romanzo tutto il diritto di essere inserito tra le migliori letture distopiche

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Klara e il Sole, Kazuo Ishiguro

Era il 2021 quando Kazuo Ishiguro tornava in libreria con il suo primo romanzo dopo la vittoria del premio Nobel: Klara e il Sole. Klara è un androide B2, un sofisticato modello di Amico Artificiale. Sotto i raggi del sole che battono sulla vetrina del negozio in cui è custodita, Klara aspetta un nuovo acquirente. È attraverso questa trama che l’autore sceglie di parlare di amore, gentilezza e bontà ma anche di emozioni, sentimenti e identità, chiedendo a sé stesso e a noi cosa davvero ci renda umani. lo inseriamo tra i perfetti libri distopici per ragazzi.

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Gli scaduti, Lidia Ravera

Tra i romanzi distopici da leggere c’è anche Gli scaduti di Lidia Ravera. A governare il futuro prossimo in cui il racconto è ambientato è il Partito Unico che costringe i cittadini a rispettare leggi assurde (sono vietati fumo e chirurgia plastica, per esempio) e impone un ritorno al tempo della natura: a venticinque anni è obbligatorio fare dei figli, a trenta ricoprire posizioni di comando e a sessanta uscire dalla società per entrare in un mondo in cui uomini e donne sono separati ma di cui non si conoscono altri dettagli. Ciò di cui non tiene conto il Partito Unico, però, è la forza rivoluzionaria che sa avere l’amore.

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Orologi rossi, Leni Zumas

Con Orologi rossi torniamo a molti dei temi cari a Il racconto dell’ancella ma, soprattutto, ci caliamo nell’attualità, nonostante l’ambientazione futura del romanzo. Questo romanzo distopico parte dalla storia personale dell’autrice che, qualche anno fa, ha scelto di provare ad avere un figlio da sola. Durante il suo percorso verso la genitorialità da single, in realtà, Leni Zumas incontra un uomo che diventerà poi il padre del suo bambino. Tuttavia, gli aspetti scoperti di sé e del mondo legati alle tematiche della maternità non hanno mai smesso di fare parte di lei. Il risultato è un romanzo che riflette sull’universo della femminilità contemporanea attraverso la maternità grazie a un racconto che si svolge a Newville, un villaggio di pescatori dell’Oregon dove l’aborto è proibito, l’inseminazione in vitro è vietata, la legge garantisce pieni diritti all’embrione e un Muro Rosa blocca l’accesso al Canada, dove a ragazze e donne è permesso porre fine a gravidanze indesiderate. 

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La fine dei giorni, Alessandro de Roma

Tra i romanzi distopici italiani ce n’è anche uno ambientato a Torino. Nel palazzo in cui vive il protagonista, Giovanni Ceresa, sparisce l’anziano signor Baratti senza che a nessuno dei personaggi che animano il condominio interessi nulla di questo fatto. Trovatosi nel mezzo di una strana amnesia collettiva, Giovanni Ceresa si fa carico di un’indagine che vuole far luce sugli strani accadimenti che lo circondano mentre in città dilaga la guerriglia, la benzina scarseggia e il prezzo del cibo diventa sempre più inaccessibile. 

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Cecità, José Saramago

Tra i migliori libri distopici per adulti spicca Cecità, il romanzo dello scrittore premio Nobel per la letteratura José Saramago. Un’altra volta, un romanzo distopico è in grado di analizzare temi più che mai urgenti e attuali. In un tempo e in un luogo imprecisati, un’epidemia colpisce l’intera popolazione rendendola improvvisamente cieca. Questa condizione di cecità, punto di partenza di un racconto fantastico fatto di paure e drammi, sarà anche efficace metafora di un’incapacità di vedere che non è fisica ma piuttosto dell’anima, caratteristica di un’umanità feroce, indifferente ed egoista, non più in grado di volgere lo sguardo verso l’altro.

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1Q84, Haruki Murakami

Haruki Murakami è uno degli scrittori giapponesi più conosciuti e amati in assoluto. Lo si riconosce dalla scrittura sottile e dalla precisione con cui è capace di aprire, chiudere e incrociare universi diversi, ciascuno con le proprie regole, i propri tempi e i propri personaggi. Nei tre volumi di 1Q84il cui titolo, non a caso, vuol essere un omaggio al 1984 di George Orwell – Murakami ci porta a Tokyo, dove un’assassina spietata e fragile vendica tutte le donne che subiscono violenza. Anche questa volta, però, la realtà, o meglio le realtà, non sono sempre ciò che sembrano.

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La notte della svastica, Katharine Burdekin

Spesso i romanzi distopici raccontano di totalitarismi, dittature e governi violenti, lo abbiamo capito. Questo vale anche per La notte della svastica, come si può intuire dal titolo. Il libro è stato scritto dall’autrice britannica Katharine Burdekin ma firmato sotto lo pseudonimo di Murray Constantine. La genesi è l’affermazione di Adolf Hitler secondo cui «il nazismo avrebbe dovuto creare un Reich millenario». Com’è andata lo sappiamo. Ne La notte della svastica, però, il Nazismo ha trionfato e settecento anni dopo la terra è divisa tra impero tedesco, in cui il Dio è Hitler, e impero giapponese. Anche in questo scenario tanto inquietante, tuttavia, qualcuno è riuscito a mantenere dentro di sé un po’ di luce ed è proprio lì che può accendersi la prima scintilla di salvezza per l’umanità.

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La svastica sul sole, Philip K. Dick

Avete presente la serie Amazon The Man in the High Castle? Ecco, quella serie arriva dal romanzo di Philip K. Dick La svastica sul sole. Chi ha visto qualche puntata della serie TV saprà che lo scenario è quello di una storia rovesciata in cui la Seconda Guerra Mondiale è stata vinta dalle potenze dell’Asse. Germania e Giappone governano un universo narrativo in cui nessun paese ha la forma che noi conosciamo e dove le regole del mondo guidano un gioco apparentemente opposto a quello attuale ma, a ben vedere, non poi così distante.

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Noi, Evgenij Zamjátin

Il capostipite dei romanzi distopici è spesso considerato Noi, dell’autore russo Evgenij Zamjátin. Un’altra volta, siamo davanti a una realtà guidata da un governo totalitario che, per eliminare l’infelicità causata dal libero arbitrio, controlla la vita di ogni singolo cittadino attraverso processi matematici e industriali, capaci di un’efficienza degna delle più grandi opere ingegneristiche. Questi temi, figli delle personali esperienze dell’autore legate alle rivoluzioni russe del 1905 e del 1917, sono sviscerati dalla voce del protagonista D-503 che, grazie alle pagine del suo diario, racconta del lavoro, della resistenza e di una disperata ricerca della felicità.

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