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Dove fare Trekking in Italia: i 10 sentieri più belli

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Dove fare trekking in Italia: 10 splendidi sentieri da Nord a Sud del Paese, dalla montagna al mare, per scoprire i paesaggi italiani più belli, immersi nella natura.

«Tutti i più grandi pensieri sono concepiti mentre si cammina», diceva Friedrich Nietzsche, e noi ci fidiamo. Fare trekking in Italia significa incamminarsi per sentieri spettacolari, quasi sempre immersi in Parchi nazionali ed aree protette, in zone incontaminate in cui perdersi per un paio d’ore o una manciata di giorni, e dove sciogliere le preoccupazioni e slegare i pensieri al vento per un po’.

L’Italia è ricca di luoghi dove fare trekking, che si tratti di una semplice passeggiata nella natura, o di una camminata per sentieri più lunghi e complessi. Uno “sport dolce”, amato da tutti e anche dagli appassionati di arrampicata, escursionismo, hiking, trail, nordic walkingcross mountain bike e, in generale, da chi cerca una valvola di sfogo alle intense giornate di lavoro.

Dai percorsi dove fare trekking vicino Milano, o nei pressi delle più belle città italiane, da Venezia a Firenze, fino ai sentieri di montagna e alle passeggiate con affaccio sul blu. Di posti dove fare trekking in Italia ce ne sono moltissimi e abbiamo cercato di raccogliere in questo articolo i percorsi più belli. Perché viaggiare significa scoprire angoli del mondo meravigliosi, ma poterlo fare “a passo di cuore” seguendo il proprio ritmo, è un’esperienza davvero speciale.

1.  Alta via delle Dolomiti Bellunesi – Veneto

L’Alta via delle Dolomiti Bellunesi è un percorso in 7 tappe, che attraversa l’intero Parco Nazionale delle Dolomiti Bellunesi. Siamo in Provincia di Belluno, e a circa un’ora dalla città di Venezia. È qui che si trova questo immenso sentiero di 110 km, ricco di flora e fauna: si contano qui oltre 1400 specie diverse di fiori e ben 3000 esemplari di camosci. Questa parte delle Dolomiti è meno turistica rispetto a quella Trentina, ma proprio per questo conserva un carattere selvaggio e poco intaccato dall’uomo, perfetto per godersi lo spettacolo della natura con tutta la calma che merita. In alcuni tratti, il percorso richiede passo sicuro e una certa confidenza con la montagna. Se però non vi sentite ancora camminatori esperti, potete iniziare con qualche itinerario all’interno del Parco Nazionale. Tra i sentieri nella natura, quello di Val Pramper, della durata di circa due ore e mezza; il sentiero intorno al Lago della Stua, in Val di Canzoi; e il sentiero ad anello di circa 4km in Val Falcina.

Difficoltà: Trekking medio

2.  Monte Legnone e Legnoncino – Lombardia

Il Monte Legnone, insieme al fratello minore Legnoncino, se ne sta sulle sponde del Lago di Como, osservandone dalla cima rive e dintorni. Il Legnone, in particolare, è la montagna più alta della provincia di Lecco e, per questo, nelle giornate limpide è ben visibile anche da Milano e dalla Brianza.
Le possibilità di trekking sono più di una. Intanto, vale la pena raggiungere la cima del Monte Legnone. Da lì, si possono osservare le acque del Lago e tutte le montagne intorno, in un incredibile panorama a 360 gradi. Per arrivarci si può scegliere tra una vita più difficile, adatta agli escursionisti esperti, ed una ideale per tutti, percorribile sia a piedi che in mountain bike. La prima, parte dalla località Roccoli Lorla in Valvarrone, a 1460 metri di altezza e proprio ai piedi del Legnoncino; la seconda, chiamata salita all’Alpe Campo, parte invece da Pagnona, percorre la strada militare e attraversa l’alpeggio estivo e il Rifugio Griera che, volendo, è un’ottima sosta per assaggiare qualche ricetta di montagna (i pizzoccheri in pole position) prima di raggiungere la vetta o passare lì la nottata.
Il Legnoncino, che nonostante il diminutivo non è meno interessante del fratello maggiore, è raggiungibile con una passeggiata tranquilla, adatta anche alle famiglie o a chi ha voglia di fare due passi in mezzo alla natura. Anche in questo caso si parte da Roccoli Lorla in Valvarrone e, dopo una leggera pendenza e qualche tornante, si raggiunge una balconata a picco sul Lago di Como e proprio ai piedi del Monte Legnone, in un punto perfetto per lasciarsi incantare dal panorama e magari fare una sosta approfittando di tavolini e panche. Per chi ha ancora un po’ di energia, con un piccolo sfrozo si può raggiungere anche la cima, alta 1711 metri, da cui godere altri panorami incredibili e sbirciare fortificazioni datate Prima Guerra Mondiale.

Difficoltà: Trekking facile o medio

como lago trekking in italia

3.  La Balconata del Monte Bianco – Valle d’Aosta

Quello della Balconata del Monte Bianco è un trekking impossibile da non inserire nella nostra lista dei più bei trekking in Italia; e meraviglioso lo è specialmente in primavera, quando la neve degli inverni si è già sciolta e la natura intorno ricomincia a colorarsi. L’itinerario è questo: partenza del centro di Courmayeur, precisamente dalla Piazza del Municipio, dove vale concedersi una bella colazione. Di lì si prende Strada del Villair e si prosegue lungo una salita, per iniziare subito alla grande. Una volta attraversato il villaggio, la strada asfaltata finisce e, superato il ponte sul torrente della Val Sapin, inizia il bosco. In un’ora e mezza si raggiunge il Rifugio Bertone, tappa di altre vie e camminate, godendosi laghetti e belle vedute su Courmayeur e il Mont Chétif. Dal Rifugio si prosegue ancora e dopo un’ultima breve salita si arriva davanti a una delle più stupefacenti viste sul massiccio del Monte Bianco e sui suoi ghiacciai. Dal punto panoramico vi consiglio di proseguire ancora un po’ lungo un sentiero semplice che porta alla vera a propria balconata da cui ammirare la Val Ferret e, di nuovo, la catena del Monte Bianco ma nuovi punti di vista. Poi, se avete ancora forze e tempo, potete mettercela tutta ancora per qualche chilometro e raggiungere il Rifugio Walter Bonatti dove recuperare le energie riposando un po’ e mangiando qualcosa. A questo punto la scelta è tra: risalire nel vallone del Malatra per scoprire anche la parte più selvaggia della zona, godervi il tramonto al Rifugio (magari con un bicchiere di vino che quello non guasta mai), oppure ritornare verso Courmayeur. In ogni caso sarà uno spettacolo.

Difficoltà: Trekking facile

4.  Sentiero Rosso delle Cinque Terre – Liguria

Le Cinque Terre sono uno degli angoli più incredibili d’Italia. I trekking possibili in questa zona sono tantissimi, ma il Sentiero Rosso, o Alta Via delle Cinque Terre, è uno dei più ricchi, perfetto per non perdersi nemmeno uno scorcio di quella meraviglia fatta di acque blu, scogliere a picco e casette irregolari e colorate, incastonate nella roccia. La camminata parte da Porto Venere e arriva a Levanto ed è lunga 40 km. La strada è fatta di salite e discese e si arrampica lungo la montagna ma, la cosa unica, è la vista sul mare che l’accompagna dall’inizio alla fine. Percorrerla tutta significa essere dei camminatori esperti ma, chi cerca distanze più brevi, può suddividerla in più tappe o scegliere solo una parte del tragitto. Le tappe ufficiali sono sei: PortovenereCampiglia, Campiglia – Colle del Telegrafo, Colle del Telegrafo – Colle Marvede, Colle Marvede – Foce Drignana, Foce Drignana – Colle di Gritta, e da lì fino a Levanto. Lungo i 40 km di sentiero ci sono diversi posti in cui fermarsi a dormire o mangiare, in particolare a Campiglia, al Colle del Telegrafo e al Colle di Gritta. Per una pausa veloce o per bere e mangiare qualcosa al volo, vale la pena fermarsi al Santuario di Nostra Signora di Montenero e godere dello splendido panorama sulle Cinque Terre.
Inoltre, dal Sentiero Rosso partono altri sentieri che collegano l’alta via ai paesini sul mare. Per esempio, si può raggiungere Manarola, un gioellino appoggiato sulla scogliera, attraverso il sentiero 6 o attraversando Riomaggiore, deviazione che vale davvero la pena. Il Sentiero Rosso è davvero uno dei più panoramici trekking in Italia.

Difficoltà: Trekking facile o medio

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5. Anello del Rinascimento – Toscana

Dopo tanta montagna e tantissima natura serviva anche un trekking in Italia per gli appassionati di arte, storia e cultura. E così eccolo qui: l’Anello del Rinascimento. 178 km divisi in 13 tappe, con partenza da Calenzano e arrivo a Firenze, dopo averla appunto circondata ruotandole intorno. Questa camminata nella storia, oltre a essere uno splendido modo per vivere le terre toscane e conoscerne natura, paesaggi, dialetti, abitanti e tradizioni culinarie, è un viaggio nella Firenze del Rinascimento, quella di Michelangelo, Botticelli e Giotto. Il passato viene ripercorso attraversando uliveti, boschi, osterie medievali, fonti e rifugi, senza farsi mancare punti panoramici di una bellezza impossibile anche da fotografare, come quello di Poggio Crociferro (nel tratto tra Pontassieve e San Donato) o le vedute sulla città e le campagne circostanti lungo la strada per Fiesole.
Anche questa volta, se non doveste avere il tempo per percorrere tutto l’anello, potete scegliere solo alcune tappe e godervi quelle con tutta la calma che serve. Se non sapete quale tratto scegliere io vi consiglio quello tra Calenzano e Vaglia, lungo poco meno di 20 km, oppure quello da Santa Brigida a Pontassieve lungo invece 13 km.

Difficoltà: Trekking facile o medio

6.  Monte Vettore (Monti Sibillini) – Umbria e Marche

I Monti Sibillini sono la parte degli Appennini a cavallo tra Umbria e Marche, magici per i loro paesaggi e per le leggende che li circondano. Il loro nome, infatti, deriva dalla Sibilla Appenninica che, fin dal Medioevo, si credeva vivesse in una grotta in cima al Monte Sibilla, appunto. Le storie su quella grotta, sui sentieri che la circondano e sul Lago Pilato poco distante, raccontano di fate, baccanali, magie e maledizioni tanto che, nei secoli, sono stati tanti i grandi poeti che hanno citato i Monti Sibillini nelle loro opere, da Virgilio a Leopardi, per citarne alcuni.
Così, per respirare tutta questa aria incantata, il trekking che vi consiglio è quello sulla cima del Monte Vettore, la più alta della catena con i suoi 2476 metri. Il sentiero è molto battuto e parte dal valico di Forca di Presta, a 1550 metri. Il momento perfetto per percorrerlo è l’estate, magari in tempo per raggiungere la cima al sorgere del sole e godersi l’alba sulla valle e sull’intera catena montuosa e, se la giornata è limpida, anche per vedere i Monti Velebit della Croazia. La salita dura circa tre ore. Da sapere comunque che, oltre la salita sul Monte Vettore, i Sibillini offrono tantissimi possibili trekking, come quello che raggiunge la vetta del Monte Sibilla, l’anello del Monte Bove o quello che partendo da Foce raggiunge il Lago Pilato. La cima del Monte Sibilla richiede circa 6 ore di camminata ed è incredibile da raggiungere al tramonto e prendersi il tempo per veder comparire le prime stelle senza le luci forti della città. L’anello del Monte Bove, invece, è un sentiero piuttosto complesso, ma per i camminatori esperti e amanti dei paesaggi aerei è perfetto. Il tratto più tosto è quello che sale dal centro di Foce, a 945 m, fino al Lago che si trova a 1940 metri, con una salita ripida e piuttosto faticosa.

Difficoltà: Trekking impegnativo

7. Sentiero degli Dei – Campania

Un po’ come il quello Rosso delle Cinque Terre, anche il Sentiero degli Dei è uno dei più scenografici trekking in Italia, perché coniuga montagna e mare, quello blu cobalto della Costiera Amalfitana. In comune con i Monti Sibillini, invece, il Sentiero degli Dei ha le leggende. Il suo nome, infatti, deriverebbe dalla credenza che le divinità greche l’abbiano percorso per salvare Ulisse dalle Sirene.
Il trekking completo è lungo 10 km circa, dura non più di 7 ore tra andata e ritorno (se siete camminatori spediti può durare anche molto meno) e parte da Agerola per arrivare a Positano. Per percorrere questo sentiero esistono due possibili vie, quella alta e quella bassa. La prima e quella più impegnativa inizia da Bomerano e arriva a Santa Maria del Castello; la seconda invece, adatta a chi non vuole esagerare con gli sforzi e alle persone più anziane, attraversa Nocelle e poi prosegue verso Positano. Sul Sentiero degli Dei si incontrano anche luoghi particolari come la Grotta Biscotto, Villaggi Rupestri e il Pistillo, una guglia di roccia perfetta per scattarsi qualche foto indimenticabile.
Infine, se voleste percorrere l’intero cammino solo andata sappiate che, una volta arrivati a Positano, potete tornare al punto di partenza con bus pubblici o privati oppure scegliere il traghetto che vi porterà ad Amalfi, dove sarà necessario prendere un bus per Agerola. Si tratta comunque di un viaggio piuttosto lungo, di almeno un paio d’ore, quindi valutate l’alternativa migliore per voi. Nel frattempo, preparatevi a panorami incredibili perché, davvero, ce ne sono a ogni angolo.

Difficoltà: Trekking facile o medio

trekking sentiero degli dei campania (1)

8. Cammino Materano – Puglia, Basilicata e Campania 

«Tutte le strade portano a Matera», non era così? Secondo il Cammino Materano sì. Ci sono in tutto sei diverse vie che portano dalle coste al centro, fino alla Cattedrale della Madonna Bruna, nel cuore di Matera appunto. 
Al momento, le vie perfettamente tracciate sono quelle che partono da Bari e da Brindisi. Gli altri quattro possibili punti di partenza, comunque, saranno Termoli, Trani, Finibus Terrae e Paestum. Tornando alle nostre due vie percorribili c’è da dire che la prima, quella che va da Bari a Matera, è chiamata via Peuceta, è lunga 170 km e attraversa cattedrali, borghi medievali, resti greci e romani e masserie contadine, dove assaggiare i piatti della tradizione, imperdibili quanto questo trekking. La seconda, che parte da Brindisi, è chiamata via Ellenica e attraversa scorci di condivisa bellezza come Ostuni, Martina Franca, i borghi della Valle d’Itria, il Parco delle Gravine e ben due Siti UNESCO, i Trulli di Alberobello e i Sassi di Matera. Una delle passeggiate e sentieri più belli d’Italia che vi condurrà dritti al cuore del Paese, tra i bellissimi sassi di Matera.

Difficoltà: Trekking facile

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9. Riserva dello Zingaro – Sicilia

Dopo aver percorso tutto lo stivale ci spostiamo nelle isole. Uno dei trekking più apprezzati della Sicilia, e tra i trekking in Italia più belli, è il sentiero costiero che va da San Vito Lo Capo a Castellammare del Golfo, e viceversa. Siamo nella Provicnia di Trapani, nella Sicilia Nord Occidentale, per 7 km di cammino attraverso la straordinaria Riserva Naturale dello Zingaro, immersi in una natura selvaggia e aspra, casa di uccelli rapaci e leggende di briganti e ladri che si nascondevano proprio in queste zone, sfruttando l’irregolarità del terreno.
Il percorso affianca spiagge, baie e calette che si possono raggiungere con piccolissime deviazioni per godersi un po’ di riposo e qualche tuffo, lambite da acque turchesi che non hanno nulla da invidiare a quelle dei Caraibi. Il paesaggio intorno è quello della macchia bassa fatto di piante come ginestre e timo, mandorli, frassini e carrubi. E, come se non bastasse, lungo il sentiero ci sono anche Rifugi dove mangiare e pernottare (a patto di chiedere il permesso con anticipo alla Riserva) e ben cinque piccoli musei. Che dite, vi abbiamo convinti?

Difficoltà: Trekking facile

10. Selvaggio Blu – Sardegna

L’ultima tappa dei nostri trekking italiani è la Sardegna. Chiudiamo con un percorso meraviglioso, considerato tra i più spettacolari e selvaggi in assoluto in Italia, ma anche tra i più faticosi. Il Selvaggio Blu, da Pedra Longa raggiunge Cala Sisine e Cala Luna, nel Comune di Baunei (Nuoro) nel bellissimo Golfo di Orosei, in Ogliastra Il percorso si sviluppa sull’orlo di una falesia e attraversa sentieri di mulattiere e pastori, canyon, grotte, boschi e scogliere a picco sul mare. L’intero tragitto viene generalmente diviso in sei o sette tappe e affrontato in 6 giorni e 5 notti, alternando tratti di camminata con altri di arrampicata e ferrata. Per questo, a meno che non siate escursionisti esperti, è consigliabile affidarsi a guide e accompagnatori, che sapranno proporvi il percorso più adatto a farvi godere appieno della bellezza di questa terra. Uno dei luoghi più belli dove fare trekking in Italia, approfittando di un mare dai colori sgargianti e di spiagge indimenticabili, da Cala Luna a Cala Goloritzé, così come anche dei profumi intensi della macchia mediterranea e di un’accoglienza senza eguali.

Difficoltà: Trekking difficile

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