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Cos’è il Turismo rurale

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Cos’è il turismo rurale e come godere dei benefici di una forma di turismo slow, sostenibile ed ecologica, in Italia e non solo.

“Cos’è il turismo rurale” me lo avete chiesto in tanti. Soprattutto dopo l’Editoriale di fine anno in cui ipotizzavo quali potessero essere le principali tendenze di viaggio del 2021, introducendo il concetto di turismo rurale per la prima volta (come espressione “estremizzata” del turismo di prossimità), e riscontrando in questa forma di viaggio a contatto con la natura in luoghi rurali, isolati e salubri del Paese, un trend destinato ad accompagnarci per anni – e fortemente in questi mesi post-COVID.

Un modo per scoprire e valorizzare alcune delle aree meno conosciute e incontaminate del Paese (vallate del biologico, territori incorotti e distretti virtuosi),  che ancora consentano di sentirsi isolati nella bellezza. Luoghi della partecipazione a uno stile di vita rilassato, antico; dei mestieri e dell’artigianalità, e della vita contadina, in contrapposizione e in risposta a quella digitale.

Ma cosa si intende per turismo rurale, perché è la tendenza di viaggio del 2021 e dove poter vivere questa esperienza anche in Italia?

Cos’è il turismo rurale

Il turismo rurale promuove, valorizza e sostiene le comunità rurali di una data destinazione, attraverso la creazione di esperienze turistiche, attività culturali, sportive e ricreative, preoccupandosi di preservare la ricchezza e la bellezza del patrimonio ambientale locale e, al contempo, contribuendo allo sviluppo economico del territorio.

Un riassunto che ho dato, della definizione di turismo rurale, che raccoglie i punti nodali della questione, dal coinvolgimento delle comunità locali allo sviluppo anche e sopratutto economico del territorio, ma che sintetizza molto di quello che il concetto di “turismo rurale” raccoglie in sé. Inoltre, la concezione di turismo rurale viene spesso confusa con quella di “agriturismo“, “ecoturismo“,  “turismo verde“, “selviturismo“, “slow tourism” e “turismo sostenibile“. Non c’è dubbio che il turismo rurale sia una forma di turismo lento, consapevole e sostenibile, ma, ad esempio, tra turismo rurale e agriturismo vi sono alcune differenze. Per turismo rurale si intende in senso lato la fruizione di aree rurali e naturali per uso ricreativo, in forme sostenibili (a basso impatto ambientale) e volte allo sviluppo del territorio, anche senza la presenza di imprese agricole, caratteristica questa, invece, della forma agrituristica (regolata da leggi regionali).

Principi fondamentali del turismo rurale

  • Sollevare interesse e creare consapevolezza sui temi del rispetto ambientale-culturale e della sostenibilità
  • Creare occasioni di partecipazione attiva da parte delle comunità rurali, nell’interesse della preservazione e valorizzazione del patrimonio ambientale/culturale del territorio
  • Sviluppare il territorio attraverso attività turistiche (ricreative, sociali, culturali, sportive, artistiche ecc) sostenibili
  • Promuovere il recupero e la valorizzazione di spazi rurali, in contrapposizione allo sviluppo urbano
  • Incentivare lo sviluppo economico del territorio e il sostentamento delle comunità che lo vivono

Fornite queste coordinate, si può meglio capire come alcune forme di turismo sostenibile già citate, si trovino ad avere molti punti in comune con il turismo rurale e le sue implicazioni non solo ambientali, ma anche culturali e sociali.

Quello che intendo io, quando mi riferisco al turismo rurale (e alla ruralità in genere) come trend del 2021, è l’idea che dal turismo di prossimità, che ha caratterizzato il 2020 e che ci ha portato a riscoprire i “luoghi vicino a casa”, dovendosi ancora confrontare con limitazioni, chiusure e divieti anche nei prossimi mesi, si arrivi a vivere il viaggio in modo più consapevole e a conoscere il proprio territorio di appartenenza, fino a interessarsi della valorizzazione e sviluppo dello stesso in prima persona. Che si giunga, quindi, a forme più partecipate di turismo, che coinvolgano parti locali nell’interesse della comunità e che portino alla nascita di percorsi, idee, progetti, esperienze e attività di turismo rurale, anche in risposta e in contrapposizione all’abbandono degli spazi urbani, all’incidenza del remote working (e “south-working”) e al sempre crescente interesse verso i temi della sostenibilità, segnalato anche dai big del travel, in questi giorni.

Tra questi, Airbnb, che in un recente sondaggio commissionato a OnePoll (su un campione di 1.000 persone rappresentativo della popolazione italiana adulta) segnala la voglia degli italiani di ritagliarsi momenti di isolamento nella campagna. Il 47% degli intervistati sogna una vacanza, e la sogna in luoghi remoti e isolati, a prova di distanziamento e in destinazioni che sappiano offrire una fuga dalle preoccupazioni e limitazioni degli spazi della città.

Secondo il sondaggio, una vacanza in montagna o in campagna sarebbe l’ideale per il 28% degli italiani, e grande attenzione anche alla sostenibilità, con il 30% degli intervistati che pagherebbe fino al 10% in più per una sistemazione green.

Su questo trend, Airbnb dà vita, assieme ad Agriturist, l’Associazione Nazionale per l’Agriturismo, l’Ambiente e il Territorio di Confagricoltura, all’Airbnb Rural Bootcamp, un programma di webinar che si terrà da aprile a settembre, volto a sostenere titolari di imprese agricole e agriturismi, aiutandoli a capire come trarre vantaggio dalla piattaforma e a diventare un host Airbnb.

L’interesse a sostenere aree rurali e a incentivare il turismo nelle stesse, come occasione di confronto e crescita, anche economica, si traduce anche in opportunità concrete come quella offerta dalla Regione Lazio, attraverso il bando lanciato il 12 febbraio scorso, per l’attuazione di interventi a sostegno delle destinazioni turistiche del Lazio. Stanziati 4,5 milioni di euro per DMO, associazioni, fondazioni (costituite o da costituire) che vogliano promuovere forme nuove e sostenibili di viaggio e turismo nel proprio territorio. Le aree individuate dal bando sono 9 (Tuscia e Maremma laziale; Litorale del Lazio; Valle del Tevere; Sabina e Monti reatini; Valle dell’Aniene e Monti Simbruini; Castelli romani; Monti Lepini e Piana pontina; Ciociaria; Roma Città Metropolitana) e tante le idee per concretizzare progetti di valorizzazione delle eccellenze del territorio, soprattutto delle aree più isolate e che dal turismo maggiormente gioverebbero.

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Turismo rurale in Italia

Ma nel concreto, dove si fa turismo rurale in Italia? Da un ultimo report di Agriturist, ci sono nel nostro Paese oltre 20.000 agriturismi e aziende agricole: strutture ricettive che ospitano viaggiatori interessati a godere appieno delle bellezze naturali italiane, anche attraverso esperienze uniche di fruizione del territorio.

Ogni regione italiana ha specifiche caratteristiche geo-culturali e aree incorrotte ancora tutte da esplorare. Campagne riarse dal sole, distretti del biologico, reti di borghi virtuosi e riserve naturali: luoghi agresti e autentici, non assaltati dal turismo di massa, e più o meno organizzati. Tra questi, alcuni di quelli inclusi nella nostra guida ai Posti da vedere in Italia del 2021. Dai borghi recuperati e sottratti allo spopolamento in Abruzzo, al distretto del biologico della Val di Vara, in Liguria; dal Parco Nazionale dei Monti Sibillini, nelle Marche, alla Barbagia di Nuoro; dai Monti Dauni, in Puglia, ideale per un turismo slow in Italia, ai sentieri della Ciociaria; dalla Vallata dello Stilaro, in Campania, alla Valle centrale e Mont Avic, in Valle d’Aosta.

I luoghi per vivere una vacanza isolati nella meraviglia di contesti intatti e dal fascino antico, a contatto con la natura e le tradizioni di un territorio autentico, sono moltissimi in Italia. E così le opportunità per ritagliarsi spazi tutti per sé lontani dalla città, che sia per un viaggio di relax, brevi occasioni di lavoro da remoto o soggiorni più lunghi da nomadi digitali. La riscoperta delle aree più remote del nostro Paese è il segno non solo di un diverso approccio al mondo dei viaggi come conseguenza alla pandemia di coronavirus, ma anche di una nuova consapevolezza di cosa significhi davvero viaggiare, esplorare un territorio e partecipare alla vita della comunità di cui si è ospiti, nel rispetto e nella valorizzazione del patrimonio ambientale e culturale in cui si è inseriti.


Se questo articolo sul turismo rurale vi ha incuriosito, potreste essere interessati anche a scoprire le nostre guide di viaggio sull’Italia e i nostri articoli sugli Hotel e agriturismi rural-chic: Agriturismi nel Lazio, Agriturismi in Sicilia, Agriturismi vicino Milano, Agriturismi in Umbria, Agriturismi nelle Marche, Agriturismi nelle Langhe e Roero, Agriturismi in Val d’Orcia, le Masserie più belle del Salento, i Trulli della Valle d’Itria imperdibili, le Baite del Trentino più belle, le case da affittare in Cilento, i 21 Posti da vedere in Italia nel 2021, i weekend romantici da fare in Italia e i 20 Hotel particolari in Italia, per vacanze insolite.

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