Viaggio in Provenza, cosa vedere in 2 settimane

Cosa vedere in provenza

Il mio viaggio in Provenza, con itinerario e guida su cosa vedere in Provenza in 2 settimane, da Marsiglia, ai paesini del Luberon, dai centri d’arte, agli angoli segreti e ancora da scoprire nel sud della Francia.

Un viaggio in Provenza, chi non lo ha mai sognato? Perdersi fra vigneti riarsi dal sole e campi di lavanda in fiore, corsi d’acqua limpida tra rive di verde, campagne dorate e boschi odorosi… Se vi state chiedendo cosa vedere in Provenza, o state organizzando la vostra vacanza nel sud della Francia, questo articolo potrebbe tornarvi molto utile. Ho incluso tutte le tappe del mio viaggio, per scoprire la Provenza in 12 o 14 giorni. Potete aggiungere qualche tappa, se pensate di restare più a lungo, o decidere di saltarne qualcuna, se avete intenzione di spendere solo una settimana in Provenza, o poco più. Ho cercato di visitare non solo i paesini imperdibili e più affascinanti, ma anche piccole gemme e tesori naturali, dai sentieri d’Ocra a Roussillon, alle Gole del Verdon, dai mitici campi di lavanda di Valensole, ai luoghi dei grandi artisti che qui hanno vissuto, da Van Gogh a Cezanne. Un programma completo per visitare solo il meglio della Provenza, con informazioni pratiche su dove mangiare o quali esperienze fare ed evitare, e in quali splendide case, bastide e hotel della Provenza soggiornare. Il mio itinerario in Provenza è di 12 giorni, ma ne avrei desiderati almeno 2 o 3 in più, per scoprire con più tranquillità i luoghi della Provenza. Se avete voglia di un viaggio all’insegna del relax, considerate l’idea di togliere qualche tappa e restare più a lungo in alcune zone, ma se non volete perdervi nulla ed è per voi la prima volta in Provenza, seguite i miei consigli e il mio itinerario (qui la mia mappa).

Quando visitare la Provenza

I campi di lavanda vanno aggiunti assolutamente in questa guida su cosa vedere in Provenza. Se volete assistere alla fioritura della lavanda, il periodo migliore per visitare la Provenza va da fine Giugno a fine Luglio. Può accadere che i campi siano fioriti ancora anche ad Agosto, ma se volete proprio essere sicuri di non perdervi queste straordinarie distese di viola, il periodo di luglio è una garanzia. I prezzi degli hotel sono di solito più alti, ma potete soggiornare in piccole case di campagna con piscina. Inoltre, pur essendo alta stagione, non abbiamo trovato ci fossero troppi turisti, e abbiamo sempre trovato parcheggio per l’auto e mai dovuto fare code a musei e attrazioni più importanti. Cosa che ci ha stupìto piacevolmente.

Se, invece, ai campi di lavanda preferite la tranquillità dei villaggi provenzali più belli, passeggiate in campagna e nuotate in piscina, per giorni di puro relax, fine primavera e fine estate/inizio autunno potrebbero essere i momenti migliori per esplorare le meraviglie di questa regione francese straordinaria.

Cosa vedere in Provenza

Primo e secondo giorno: Marsiglia

Potete arrivare in Provenza dall’Italia, passando per la Costa Azzurra (e in questo caso vi consiglio di rovesciare il mio itinerario, partenda da Est), o fare come noi e volare a Marsiglia, noleggiando un’auto sul posto (noi lo abbiamo fatto con Sixt). Questo vi offrirà anche l’occasione per visitare una splendida città, prima di avventurarvi in un indimenticabile road trip in Provenza.

Se avete solo 24 ore o poco più per visitare Marsiglia, vale la pena ammirare i profili di Notre Dame de la Garde da lontano, e fare un tuffo nel vivo della città. Per questo, il mio consiglio è quello di dirigervi prima di tutto nel caratteristico quartiere di Le Panier, un intrigo di vie color ocra, piazzette assolate, panni stesi al sole e profumo di zucchero e lavanda nell’aria. Il quartiere di Le Panier è coloratissimo e brulica di piccole boutique di souvenir e street-art. Non perdete la visita al Centre de la Vieille Charitè e poi fate tappa al ristorante e negozio vintage “Rita”, per ottimi tacos, insalate e bibite rinfrescanti fatte in casa.

Dopo pranzo, dirigetevi a piedi verso il MUCEM, il Museo delle civiltà dell’Europa e del Mediterraneo (Musée des civilisations de l’Europe et de la Méditerranée) con terrazze affacciate sul mare solcato da piccole barche e velieri all’orizzonte. Nelle calde giornate d’estate, è da queste rocce che i giovanissimi della città, finita la scuola, si ritrovano e sfidano a suon di tuffi mozzafiato, strizzando l’occhio ai turisti accaldati. Se, invece, avete voglia di un po’ di mare, tra spiagge bianche e scogliere vertigionose, il consiglio è di raggiungere il Parco delle Calanques (Parc national des Calanques) e di trovare una piccola baia lambita da acque smeraldine, solo per voi.

A sera, perdetevi fra le vie del centro e prendete posto in uno dei ristoranti intorno al Vieux-Port, per assaggiare la famosa bouillabaisse e le altre squisite ricette regionali della Provenza.

Qui la guida su cosa vedere a Marsiglia in un weekend.

Hotel consigliati a Marsiglia:

Marsiglia

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Cosa vedere in Provenza

Terzo giorno: visita di Arles

Iniziate la vostra giornata alla scoperta di Arles, passando per Place de la République, impreziosita da un obelisco di oltre 15 metri svettante al centro della Piazza, e visitando la Cattedrale della città e il Chiostro di St-Trophime, con colonne dai capitelli scolpiti con scene bibliche e una terrazza da cui ammirare uno scorcio assolato della città. Quindi, seguite le indicazioni per raggiungere il Teatro romano, costruito all’epoca di Augusto, e l’Arena di Arles, il più antico anfiteatro romano in Francia, edificato alla fine del I sec. d.C.

Per pranzo, potete farmarvi in uno dei tanti ristorantini del centro o fare scorta di formaggi locali, drink ghiacciati e pane appena sfornato, e improvvisare un pic-nic, prendendo posto in una delle tante e piccole piazzette della città, all’ombra dei grandi platani. Se volete provare qualcosa di speciale, fate tappa da Chardon per piatti di chef rinomati che ogni tre mesi si danno il cambio in questo ristorantino accogliente e rinomato. Il menù fisso a 3 portate propone una cucina semplice e raffinata, con prodotti locali e di stagione.

Dopo pranzo, visitate il cuore della città, ricco di gallerie d’arte, botteghe artigiane e street-art, e non perdete una visita alla Fondation Vincent Van Gogh. È ad Arles che Van Gogh visse per qualche anno, attratto dalla luce dorata della Provenza e ispirato dalla bellezza dei suoi campi in fiore. Proprio ad Arles dipinse i famosi “Girasoli” e la “Notte stellata” (sfortunatamente non conservati in città), prima che si intensificassero le sue crisi e scegliesse il ricovero nell’ospedale psichiatrico di St-Paul-de-Mausole, a Saint-Remy-de-Provence.

Se siete fortunati, potreste capitare in città durante il Festival della Fotografia (Les Rencontres d’Arles), tra i più famosi del mondo, che ogni estate, dal 1970, prende vita fra i vicoli di Arles, oppure capitare qui se state affrontando il Cammino di Santiago de Compostela (un passo del Cammino noto come “Cammino di Arles”, percorrendo l’itinerario Grand Randonné GR653).

All’ora dell’aperitivo, per un drink tra arredi super chic, fatevi trovare al bar dell’Hotel L’Arlatan.

Se avete qualche ora in più per visitare Arles, tra le altre cose da vedere in città, non perdete il Luma, Parc des Ateliers, una centro culturale che è una vera cittadella dedicata allo studio e alla produzione di opere artistiche.

Hotel consigliati ad Arles:

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Quarto giorno: Les Baux-de-Provence / Saint-Rémy-de-Provence

Non è un caso che il termine “bauxite” venga dal nome di questo villaggio incastonato nel cuore della Provenza come un diamante grezzo, fra rocce rosse da cui si ricava l’alluminio, rovine storiche e i fitti boschetti di macchia odorosa delle Alpilles. Les Baux de Provence è uno dei luoghi da aggiungere alla lista dei posti da vedere in Provenza. Un piccolo centro di viuzze affacciate su un promontorio meraviglioso, rovine in pietra a picco su voragini di roccia, chiese romaniche e una rocca dell’XI secolo (Chateau de Baux) che non dovete perdere. La tappa fondamentale del nostro viaggio a Les Baux de Provence è stata la visita alle Carrières de Lumières, le vecchie cave di pietra dalle dimensioni colossali e all’interno delle quali sono oggi allestiti spettacoli di luci e immagini dedicati ai più grandi pittori della storia. Oltre 7,000 metri quadri di superficie, per un esperienza immersiva da non mancare assolutamente! Lo spettacolo dura circa 30 minuti e potrete trovare parcheggio all’esterno del museo o, molo più probabilmente durante l’estate, all’entrata del borgo, raggiungendo il museo a piedi con una passeggiata di 3 o 4 minuti.

Riprendete la strada e puntate il GPS in direzione di Saint-Remy-de-Provence. La vostra prossima tappa sarà il suggestivo Monastero di Saint-Paul-de-Mausole, ma prima di raggiungere questa meravigliosa attrazione, vi imbatterete sulla via nei resti di quella che fu l’antica città di Glanum, fodata dai Glanici (Gruppo di celto-liguri) e poi conquistata dai romani e riportata a nuovo splendore da Augusto, che qui volle riedificare opere monumentali, fori e templi. Sulla strada (la via delle Alpi e antica Via Domizia) noterete il Plateau des Antiques, ossia i resti del bellissimo Mausoleo e dell’Arco Trionfale di Glanum, immersi nel verde della campagna vociante di cicale, e che potrete fermarvi a fotografare con molt comodità, parcheggiando per qualche minuto l’auto nello spiazzale preposto. A questo punto, potreste voler inoltrarvi alla scoperta degli altri resti della vecchia città di Glanum, o fare come noi e raggungere subito la prossima tappa: il meraviglioso Monastero di Sant-Paul-de-Mausole, tra le cose imperdibili da aggiungere alla lista su cosa vedere in Provenza.

Il Monastery de Stant-Paul-de-Mausole è un antico convento dell’XI secolo, acquistato da un medico all’inizio del 1800, e da allora divenuto un centro psichiatrico. È qui che Vincent Van Gogh decise di farsi ricoverare, durante gli anni della sua permanenza a Saint-Remy, e qui che visse per un anno, tra il maggio 1889 e il maggio 1890, dando vita ad oltre centinaia di opere leggendarie. Continue crisi, che lo tenevano a letto anche per molti giorni, e riprese che gli consentivano di dedicarsi alla pittura, uno dei pochi sollievi che riuscivano a tenerlo in vita, hanno animato i giorni di Van Gogh in questo luogo che è un tempio di pace immerso fra uliveti, campi di grano e giardini di lavanda. Un bellissimo chiostro romanico con volte a botte, sentieri nella natura, le stanze in cui visse Van Gogh e il campo che il giovane pittore ammirava dalla sua finestra, e dal quale prese tanto ispirazione, sono visitabili in piena libertà. Un’atmosfera di pace intensa e meraviglia accompagnerà il vostro viaggio in questo luogo di malinconie, tormenti artistici e pura bellezza.

Riprendete l’auto e in pochi minuti raggiungerete il centro di Saint-Remy-de-Provence. Fate tappa al ristorante Maison Mistral, per un pranzo con ricette gustose e in un ambiente colorato e frizzante. In estate potrete anche scegliere di pranzare all’aperto con i piedi nell’acqua, per ritrovare un po’ di ristoro dopo una giornata di visite sotto il sole cocente. Non perdete i dessert favolosi della casa, e un salto nel negozio di oggetti unici accanto alle sale de ristorante, prima di dedicarvi all’esplorazione della città.

Tra le cose da vedere a Saint-Remy-de-Provence ci sono la Chiesa di San Martino (Collégiale Saint-Martin), il Museo Estrine, il Musée des Alpilles e i meravigliosi vicoli del centro storico, animati dal vivace mercato cittadino tutti i mercoledì, dalle 08:30 alle 13:00. Tra le curiosità di Saint-Remy anche il fatto che qui sia nato e abbia vissuto Nostradamus.

Dopo la visita a Saint-Remy-de-Provence, avrete solo l’imbarazzo della scelta su quale paesino della Provenza raggiungere per la notte. Noi abbiamo fatto tappa a Boulbon, un borgo di poche anime e gatti sonnacchianti, con un centro storico conservato di casette in pietra dalle imposte color pastello, chiese immacolate e giardini segreti. A Boulbon il tempo sembra essersi fermato a mezzo secolo fa. I bambini rincorrono una palla davanti casa, su una piccola strada si concentrano la chiesa, il comune e l’ufficio postale, e l’unica boulangerie del posto sforna croissant profumati e meringhe grandi come meloni, e di fatto serve la colazione a tutto il borgo, da anni. È qui che abbiamo deciso di fermarci, trovando posto a La casa de Boulbon, il B&B di un architetto di Parigi in pensione, che ha deciso di trasferirsi qui e di acquistare il Castello della città, passando le sue giornate a restaurarlo, pietra dopo pietra. Una delle tappe più belle del nostro viaggio!

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Quinto giorno: Avignone

Prima di inoltrarvi fra i Palazzi romanici e le vie medievali del centro di Avignone, fate un salto al Pont du Garde, il ponte romano costruito nel 17 a.C. che, con le sue tre arcate sovrapposte e i suoi 50 metri di altezza, sovrasta le acque del fiume Gardon, nel dipartimento del Gard, e attira in estate tanti turisti e sportivi, che qui vengono a spendere qualche ora al sole, fra bagni e momenti di relax. Il Ponte è parte dell’antico acquedotto romano oggi fra i Patrimoni dell’Umanità UNESCO di Francia.

Prossima tappa del vostro viaggio in Provenza è Avignone, la storica “Città dei Papi” che, con i suoi edifici medievali e monumenti imperdibili, saprà arricchire il vostro itinerario con perle di straordinaria bellezza. Tra le cose da visitare ci sono di certo il Palazzo dei Papi o Palais des Papes (ben 8 Papi della Chiesa Cattolica ebbero la loro sede ad Avignone, tra il XIV e XV secolo) e il famoso Ponte d’Avignone, il Ponte di Saint-Bénézet (per salirci su dovrete acquistare il biglietto); ma anche la Cattedrale di Notre Dame des Doms d’Avignon e il mercato coperto di Les Halles d’Avignon.

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Sesto giorno: L’Isle-sur-la-Sorgue / Fontaine-de-Vaucluse

Dedicate questa giornata alla scoperta i due perle sull’acqua, nel dipartimento della Valchiusa. Iniziate il vostro itinerario, facendo tappa a L’Isle-sur-la-Sorgue, un reticolo di canali, ponti e mulini ad acqua che raccolgono e diramano i corsi della Sorgue, fiume che si origina nei territori di Fontaine-du-Vaucluse. La città è pianeggiante e signorile, un po’ diversa dai centri arroccati del Luberon e dai paesini della Provenza orientale. Perdetevi fra i vicoli brulicanti di negozi e laboratori di frutta candita e cioccolato, ma soprattutto di officine antiquarie e shop di arredi second hand e vintage. L’antiquariato è una delle ragioni per cui L’Isle-sur-la-Sorgue è tanto famosa e visitata. All’ora del Pranzo, potete prendere posto in uno dei ristorantini e bar con tavoli vista canale, prenotare un tavolo al più chic Le Jardin du Quai, oppure raggiungere il meraviglioso Café de France, in Place de la Liberté, e poi concedervi dolci appena sfornati, tra cui meringhe, chanteclair, navettes, oreillettes e pain coing, alla vicina Boulangerie Cattoën.

Dopo pranzo, rimettetevi in macchina per raggiungere Fontaine-de-Vaucluse, una cittadina attraversata dalle “chiare, fresche e dolci acque” che ispirarono il nostro Petrarca (in città troverete anche una colonna dedicata a lui), proprio quelle del Fiume Sorga che da qui prende vita. Passeggiare tra le case color zucchero filato riflesse nelle acque smeraldine e fresche di sorgente, gustarsi una limonata alla pesca all’ombra di un platano e poi dedicarsi a un po’ di shopping, prima di riprendere la marcia… Non c’è modo migliore per trascorrere una giornata di riposo e scoperta nel cuore della Provenza.

Tra gli altri villaggi provenzali da poter visitare nei dintorni anche Cavaillon, Coustellet, Lagnes e Venasque.

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Settimo giorno: Gordes / Abbaye Notre-Dame de Sénanque

Cosa vedere in Provenza, se non Gordes e i paesaggi del Luberon? Un viaggio in questa regione del sud della Francia non può prescindere da una visita a Gordes, uno dei più affascinanti paesini provenzali, incastonato come una rosa del deserto nel dipartimento della Vaucluse. L’incastro perfetto delle abitazioni in pietra, arroccate su un ripido sperone di roccia, regala affacci spettacolari sulla valle circostante e rappresenta una delle cartoline più belle di tutta la Provenza. È qui che è stato girato il film “Un’ottima annata” (A good year) con Russell Crowe.

Perdetevi fra le vie dorate del centro fino alla rocca, e godetevi la vista che vi sarete meritati dopo una bella passeggiata in salita. All’ora del pranzo, prendete posto in uno dei piccoli ristoranti e caffè nelle pizzette che troverete lungo la strada, o in uno dei resort a cinque stelle della zona (come la Bastide de Gordes) per piatti stellati, su terrazze panoramiche o a bordo di una infinity pool. Il drink perfetto: limonade ghiacciata, con aggiunta di sciroppo di pesca. Provare per credere!

Cosa vedere in Provenza, se non un’Abbazia fra i campi di lavanda? Dopo pranzo, lasciatevi alle spalle il pittoresco centro di Gordes e raggiungete la meravigliosa Abbazia di Sénanque, immersa in un vastissimo campo di lavanda in fiore, tra le verdissime colline del Luberon. Fondata nel XII secolo, questa abbazia cistercense è tra le perle della zona ed una delle attrazioni più visitate dell’intera regione. L’architettura di stile romanico, così ferma e imponente, è ingentilita dal bellissimo giardino di lavanda che in estate si accende di colore. Visitate la Chiesa, il chiostro e gli spazi del dormitorio dei monaci, prima di fare una sosta al fornitissimo shop, per fare scorta di sacchettini profumati, olii essenziali e tisane, rigorosamente alla lavanda.

Tra le altre città provenzali e paesini da visitare nei dintorni, non perdete Maubec, Menerbes (è tra i campi di Menerbes che ho scattato le più belle foto fra i campi di lavanda in Provenza), Oppede le Vieux (qui abbiamo soggiornato a L’Arcadie Du Souleyan) e Lacoste, un villaggio bellissimo, con vie intricate in salita che conducono alla rocca, e laboratori di design da poter andare a sbirciare.

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Cosa vedere in Provenza

Ottavo giorno: Roussillon / Saignon

Raggiungete il paesino di Roussillon, per apprezzare al meglio l’intensità delle sfumature e la varietà di bellezze naturali che la Provenza può offrire. Non solo vigneti e villaggi in pietra chiara, Roussillon vi stupirà per i colori accesi delle case abbracciate attorno al piccolo centro, e che spaziano dal rosso mattone, al giallo vibrante, fino al rosa. Roussillon si trova, infatti, ai piedi di antiche cave di ocra, che potrete visitare, avventurandovi lungo due sentieri di diversa lunghezza. Immergetevi per qualche ora in questo paesaggio marziano, fra i pinnacoli e le gole di un canyon di terra rossa punteggiato da piccoli arbusti che, durante il cammino, proveranno a regalarvi un po’ di ombra. Imperdibile!

Il pomeriggio, siamo finiti a Saignon per caso, perché volevo assolutamente soggiornare a Le Parfum Des Collines (solo qui siamo rimasti 2 notti), una guest house immersa fra i campi di lavanda e assolutamente persa nelle campagne della Provenza. Abbiamo scoperto quello che poi sarebbe diventato per noi, il nostro Paese preferito della Provenza. Un pugno di casette in pietra arroccate su una collina con affaccio straordinario sul verde della campagna e sui profumati campi di lavanda che anche qui, come nei dintorni di Valensole, si susseguono numerosi. Si dice che la piccola chiesa di Notre-Dame de Pitié (o Santa Maria di Saignon) sia stata una tappa di pellegrinaggio sin dall’antichità e che, essendo posizionata sulla antica Via Domitia, sia da sempre stata una delle tappe dei pellegrini del Cammino verso Santiago de Compostela. Visitata la chiesetta, raggiungete la piccola piazza della città, impreziosita da una fontana in pietra, e prendete posto su una delle panchine all’ombra dei palazzi antichi coperti di fiori e verde rampicante. Il Paese è tutto qui, ma ci metterà un secondo a farvi capitolare, grazie alla sua bellezza semplice e disarmante. Un luogo segreto, che teniamo fra me e voi, sperando che i turisti non arrivino mai e che facciano capolino qui solo viaggiatori come voi. Una delle perle da aggiungere alla lista su cosa vedere in Provenza.

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Nono giorno: Moustiers-Sainte-Marie / Valensole

Iniziate la giornata, visitando uno dei villaggi più belli della Provenza, per assaggi tipici e qualche ora di relax. Abitata da circa 700 anime, Moustiers-Sainte-Marie è una delle cittadine più scenografiche della regione, con un gruzzolo di case racchiuse attorno a un piccolo centro, abbracciato da picchi rocciosi che fanno parte, assieme al paese, della riserva naturale UNESCO Géoparc de Haute Provence, e che include circa 60 villaggi nel dipartimento delle Alpi dell’Alta Provenza.

Acquedotti, fontane, mura difensive e chiesette vi aspettano, prima di un pranzo veloce in una delle brasserie tipiche del posto. Se le temperature non sono troppo proibitive e avete ancora tempo ed energie prima della prossima meta, 262 gradini vi condurranno alla Cappella Notre-Dame de Beauvoir, costruita alla fine XII secolo nel luogo in cui sorgeva un antico tempio mariano. Quello che vi consiglio di non perdere è, però, la visita agli atelier di faïences, le tradizionali ceramiche smaltate che hanno reso Moustiers-Sainte-Marie famosa in tutto il mondo.

Percorrendo in lungo e in largo i paesaggi della Provenza durante l’estate, si attraversano scenari sognanti e fiabeschi che tante volte abbiamo visto ritratti nei capolavori dei più grandi artisti del mondo. È in Provenza che Van Gogh dipinse i famosi “Girasoli” e qui che Picasso decise di vivere gran parte della sua vita, trovando ispirazione. Ovunque la Provenza è punteggiata di campi in fiore, ma è intorno a Valensole che si concentrano le distese più belle di lavanda, in cui fermarsi al tramonto per scatti memorabili. Percorrete in auto la strada D8 e divertitevi a scovare l’angolo più bello per una foto ricordo. Il ricordo di questo viaggio, così come il profumo intenso della lavanda, non vi lascerà più.

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Decimo giorno: Lake of Sainte-Croix / Verdon Gorge

Cosa vedere in Provenza, se non questi paesaggi spettacolari in cui immergersi per qualche ora? Dove il Lago Sainte-Croix e le Gole del Verdon si incontrano, ci si tuffa dalle rocce nell’acqua chiara e ci si lascia andare a lunghe nuotate fra scogliere a picco, verde odoroso e un cielo di zucchero filato. Iniziate la giornata con un bagno nelle acque turchine del fiume Verdon, tra sinuose pareti di roccia di uno dei canyon più belli del mondo e che, per oltre 20 km, si snoda, come la coda di un serpente, fra le vette profumate della Provenza. Raggiungete il Pont du Galetas, il ponte dal quale godere della vista migliore del lago di Sainte-Croix da un lato, e del canyon dall’altro, e poi affittate un pedalò, per inoltrarvi nel cuore delle gole e trascorrere una mattinata a mollo, in un contesto naturalistico che vi lascerà senza fiato!

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Undicesimo giorno: Aix-en-Provence

Cosa vedere in Provenza, se non una città d’arte come Aix-en-Provence? Rimettetevi in auto e tornate ad ovest. La tappa di oggi è Aix-en-Provence, una delle città più interessanti, eleganti e vivaci della Provenza. È qui che nacque Paul Cezanne, straordinario pittore di cui potrete visitare lo studio (Atelier Cezanne) e conoscere più a fondo vita e opere nei tanti percorsi e itinerari organizzati. Cezanne diceva che nascere in Provenza era una benedizione e una rovina allo stesso tempo: “Quando si è nati laggiù, è finita, non vi attira più nulla”. E devo dire che a distanza di qualche settimana, mentre scrivo queste righe, la malinconia della Provenza è ancora cocente e i colori e la luce assaporati in questa meravigliosa regione d’Europa non smettono di farci sognare e continuano a tenerci ispirati. Cezanne doveva avere ragione.

Dopo aver visitato lo studio di Cezanne (un po’ fuori dal centro cittadino), fate tappa in Cours Mirabeau, il corso principle della città, dove si tiene ogni domenica un meraviglioso mercatino dell’antiquariato (qui ho acquistato delle tradizionali camicie da notte in lino bianco, per pochi euro). Per spezzare la fame dopo una piacevole sessione di shopping sotto il sole, il mio consiglio è quello di raggiungere La Fromagerie du Passage, per una degustazione di formaggi e tradizionale vino Rosé.

Dopo questa sosta golosa, è tempo di visitare alcuni tra i musei e gallerie più belli in città. Assolutamente imperdibile è una tappa al Musée Granet, tra i più belli di tutta la Francia. La collezione permanente conserva 10 dipinti ad olio di Cezanne, ma espone anche opere di artisti come Giacometti e Léger, Morandi, Mondrian e Paul Klee. Il biglietto che acquisterete per il Museo garantisce l’ingresso anche alla Chapelle Granet XXe (Chapelle des Pénitents blancs), spazio espositivo aggiunto nel 2013 e forse ancora più spettacolare, secondo me, per via del fatto che qui sono in mostra capolavori del Cubismo e moltissime opere straordinarie di Picasso, oltre ad opere di Debuffet (Art Brut). Una collezione, quella che mise insieme da Jean Planque, amico di Picasso e di tanti altri artisti del secolo scorso, che mi ha lasciato a bocca aperta e lasciato nel cuore un mondo di meraviglie. Stupenda!

Da visitare anche L’Hôtel de Caumont Art Centre e il Gallifet Art Center. Fermatevi nel cortile ombreggiato per una bibita rinfrescante, prima di raggiungere l’hotel per la notte. Da vedere ad Aix-en-Provence ci sarebbero anche: la Fondazione Vasarely, degustazione di Rosé allo Chateau Lacoste e il giardino “segreto” del Pavillon de Vandome.

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Dodicesimo giorno: partenza da Marsiglia

Spero che questa lista su cosa vedere in Provenza vi sia piaciuta e possa esservi utile ad organizzare il vostro viaggio nel sud della Francia. L’ultimo giorno la malinconia si farà sentire e tornare alle cose di sempre, lascianodosi alle spalle questi paesaggi bellissimi non sarà affatto semplice. Eppure, sarete stati tanto fortunati da poter visitare la Provenza e mettere da parte qualche ricordo prezioso. Lasciate l’auto all’aeroporto di Marsiglia e fate buon rientro a casa!


Cosa vedere in Provenza

Curiosità e consigli:

Da mettere in valigia: cappello (necessario, e acquistabile anche in Provenza, come meraviglioso souvenir da portare a casa come ricordo), occhiali da sole, crema solare per il corpo e ad alta protezione per il viso, costume (non perdete una nuotata nel Gorge du Verdon!), scarpe basse e comode, e qualcosa di super chic, perché siete pur sempre in una delle regioni più ricche ed eleganti del mondo.

Da mangiare: non mancate una degustazione di formaggi (ad esempio, alla Fromagerie du passage di Aix-en-Provence), o una tappa in una tenuta che proponga degustazione di vini della Provenza. Non perdete i tipici prodotti da forno, dal pane alle paste al burro (croissant, pain au chocolat ecc), ma anche le fantastiche meringhe! E così anche, patè, olive, carcuterie, pomodori gialli e pesche.

Da bere: Rosé della Provenza (ogni loclalità ha il suo), acqua frizzante Perrier al limone (au citron), e limonata con sciroppo di pesca (limonade avec syrup de peche): la mia preferita!

Da acquistare: prodotti alla lavanda nella storica Abbazia di Senanque; stampe e souvenir nei luoghi d’arte; camicie e vestaglie di lino bianco al mercatino vintage di Aix-en-Provance; sale della Camargue (venduto anche nei supermercati); tovaglie provenzali. Fate anche una tappa allo shop all’interno de La Maison Mistral, in Saint-Rémy-de-Provence.

Cosa vedere in Provenza, se non i campi di lavanda? I campi di lavanda di Valensole non hanno nulla in più dei più piccoli ritagli di viola che ovunque in Provenza incontrerete lungo la strada (come quelli che troverete intorno a Menerbes, per esempio), e che sono anche meno affollati. Il consiglio è di non lasciarsi scappare uno scatto in uno di questi e di spendere meno tempo alla ricerca del campo di lavanda perfetto a Valensole e dintorni (tra l’altro, non proprio una delle mie zone preferite della Provenza).

Tra quelli che ho visitato, il mio paese della Provenza preferito è Saignon.

Tra le zone della Provenza che ho visitato, la mia preferita è il Luberon, e la parte a sud di Gordes e Coustellet, con i paesini di Maubec, Ménerbes, Oppède le Vieux, Lacoste. Una zona tranquilla, punteggiata di campi di lavanda fra i vigneti e Bastide con piscina in cui soggiornare fra tuffi in piscina, escursioni in bicicletta e lezioni di cucina (tra le esperienze da fare in Provenza!).

Se volete saltare qualche tappa, potete sacrificare Avignone e restare tra i vigneti dorati e i paesi in pietra del Luberon, la parte forse più bella di tutta la Provenza. Se avete qualche giorno in più, potete visitare un pezzetto di Camargue, o arrivare fino in Costa Azzurra, a St Paul de Vence, per visitare la straordinaria Fondation Maeght (se amate l’arte moderna, non dovete perderla!); oppure, aggiungere alla lista altre cittadine e paesi provenzali come:


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Se questo articolo su cosa vedere in Provenza vi è piaciuto e state cercando ispirazione per un viaggio in Francia, date un’occhiata alla guida su cosa vedere in un weekend a Parigi, e l’articolo sui 26 Hotel più belli della Provenza.

 

Sara Izzi

Writer / Travel & Lifestyle blogger / Featured on National Geographic, EL PAIS, La Repubblica, Huffington Post, ELLE, Forbes... On Instagram: @sara_izzi

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